Renzi a Bruxelles: “Da Ue passo in avanti, si supera Dublino”

Immigrazione

Renzi ha anche ricordato con i cronisti la posizione che l’Italia intende mantenere: “Gestione comune e condivisa dell’accoglienza, della cooperazione e della politica estera”

La gestione dei migranti ha bisogno di un piano europeo comune e condiviso. È questo l’obiettivo del Consiglio straordinario riunito in queste ore a Bruxelles. Un vertice cui spetta il difficile compito di ricucire lo strappo di ieri tra i ministri degli Interni sulla ripartizione dei 120mila migranti attraverso la ricerca di una soluzione per la gestione dei vari confini coinvolti. La crisi dilaga e una soluzione va trovata. “Serve una soluzione ragionevole” osserva Angela Merkel al suo arrivo alla riunione. La cancelliera tedesca sottolinea come la soluzione sia quella di essere più “attivi sul fronte esterno tramite programmi internazionali e di cooperazione con altri paesi”

Intanto l’Italia può considerare un successo il voto di ieri che a maggioranza ha segnato, di fatto, un passo in avanti per tutta l’Europa. “Oggi la nostra posizione è un patrimonio condiviso” ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, arrivando al vertice Ue sulla crisi dei rifugiati. “Ciò che ad aprile dicevamo solo noi – ha aggiunto il Premier – ora lo dicono tutti. Questo è  un risultato importante per l’Italia”. Un passo avanti che, di fatto, “è un superamento del regolamento di Dublino“.

Prima del vertice Renzi ha ricordato con i cronisti la posizione che l’Italia intende mantenere: “Gestione comune e condivisa dell’accoglienza, della cooperazione e della politica estera. Non scordiamo che se siamo in questa situazione è anche per scelte sbagliate del passato in Libia e in Siria”.

Al centro del tavolo dei 28 c’è la nuova richiesta, forte, della Commissione europea: revocare “il prima possibile”, al massimo “entro un mese”, la chiusura delle frontiere dei paesi dell’Ue. Il presidente Juncker si dice ottimista: “Mi attendo che stasera attorno al tavolo – è il suo appello – tutti gli Stati membri riuniti siano ugualmente pronti ad assumersi la loro parte di responsabilità”.

Ne va del bene comune dell’intero Continente, come anche ricorda l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati che ha sottolineato come quello di oggi sia “l’ultima possibilità per l’Europa di dare una risposta coerente e solidale” alla crisi.

Ci sono poi le “misure di medio termine” che il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk sottoporrà ai capi di Stato e di governo. Si tratta di misure preventive come quella di aumentare gli aiuti ai rifugiati ospitati in Medio Oriente, oltre a sostenere i Paesi di primo arrivo e a rafforzare immediatamente i controlli ai confini esterni della Ue attraverso Frontex ed Europol.

Intanto, mentre il premier ungherese, Viktor Orban, continua a difendere la linea dura, attaccando “l’imperialismo morale” di Angela Merkel, in Croazia prosegue l’emergenza, dove si è raggiunto un nuovo record di arrivi, con 8.750 migranti entrati dalla Serbia solo nella giornata di ieri e un totale, fino a questa mattina, di 44mila persone. Intanto, da Mosca il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha denunciato la crisi dei profughi in Europa come una “vergogna per l’umanita'” e ha esortato la comunita’ internazionale a risolvere il problema, ristabilendo la sicurezza e la pace nei Paesi da dove queste persone sono state costrette a scappare.

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