Renault nei guai, in arrivo un nuovo Dieselgate?

Renault
(FILES) A file photo dated 14 December 2012 showing a pedestrian with an umbrella in front of a French automobile manufacturer Renault dealership in Paris, France. Renault on 12 February 2015 reported 2014 financial results, saying new registrations were up 3.2 per cent to 2.7 million units, while group operating profit was 1,609 million euro, or 3.9 per cent of revenues, compared to 1,242 million euro and 3.0 per cent in 2013. Net income was 1,998 million euro versus 695 million euro in 2013. ANSA/IAN LANGSDON

Giornata nera per il settore automobilistico europeo in borsa Renault -15% Fca -10%

E’ in corso un nuovo terremoto nel settore automobilistico europeo. Dopo lo scandalo Volkswagen, anche la Renault sarebbe sotto la lente d’ingrandimento. Secondo quanto riferiscono fonti di stampa, che citano un volantino sindacale, la Polizia antifrode francese avrebbe sequestrato alcuni computer negli stabilimenti Renault, il tutto sarebbe successo il 7 gennaio, ma la notizia si è appresa solo oggi. L’ipotesi investigativa è che alcuni motori diesel Renault siano equipaggiati con un software che consente di eludere i controlli sulle emissioni, un sistema simile a come quello alla base dello scandalo che ha investito Volkswagen.

Appena appresa la notizia la Borsa ha subito reagito, il titolo della casa francese ha perso il 20% in pochissimo. Una giornata no per il settore auto europeo con Fca che perde il 10% per le accuse di aver falsificato i dati sulle vendite negli Usa e per il crollo delle consegne in Russia e con le altre molto deboli: Peugeot (-6,85%), Daimler (-5,6%), Bmw (-4,58%) e Volkswagen (-4,48%), seguite da Ferrari (-3,8%).

“Nei motori delle auto diesel Renault esaminate oggi dalle forze dell’ordine francesi non è stato trovato nessun sowtfare fraudolento che consenta di aggirare i testi sulle emissioni, come quelli trovati invece sulle vetture Volkswagen”. Lo fa sapere l’azienda, che conferma le ispezioni della polizia anti frode avvenute la scorsa settimana negli uffici e negli impianti del costruttore transalpino, che paga inoltre la forte flessione delle vendite in Russia. In seguito ai chiarimenti dell’azienda, il titolo ha leggermente ridotto le perdite in borsa al 15%.

 

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