Renato Zangheri, il riformista che spiazzò il Movimento del ’77

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Sindaco di Bologna per tre mandati, tenne un duro discorso all’indomani della strage del 2 agosto

Se n’è andato Renato Zangheri, a lungo sindaco comunista di Bologna e poi anche esponente di rilievo nazionale del Pci, figura di stampo un po’ all’antica: un gran signore, colto, gentile ma al tempo stesso fortemente ancorato al popolo della città che governò per tre mandati (all’epoca non c’era il limite di due mandati, e ripensando alla amministrazione di un sindaco come Zangheri forse qualche riflessione si potrebbe fare…).

Zangheri ebbe la ventura di guidare una Bologna colpita dallo stragismo del 2 agosto 1980, i morti della bomba alla stazione, e nella memoria di quelle ore resta il suo duro discorso dal palco, con Sandro Pertini accanto, e i bolognesi che si strinsero, davanti alle bare, costernati e indignati.

Ma vi era stato un altro momento importante, nell’esperienza di sindaco di Bologna, tre anni prima. Era il settembre del 1977, il Movimento si era dato appuntamento proprio nella città simbolo della forza dell’odiato Pci, fu il famoso “Convegno contro la repressione” con migliaia di giovani provenienti da tutta Italia e non solo, giovani che si attendevano, magari con speranza, che il Pci reagisse male, cadesse nella provocazione non solo intellettuale, e che il sindaco “Zangherì-Zangherà” finisse stritolato nella contestazione. Era il Settantasette, l’anno – per capirci – che si era aperto con la cacciata di Luciano Lama dall’Università di Roma, mentre il Pci sosteneva il governo Andreotti e l’austerità di Berlinguer era diventato, per il Movimento, il simbolo del tradiment dei comunisti italiani.

Ma Zangheri non fece altro che mettere Bologna a disposizione di quella marea di giovani che pure lo irrideva e bersagliava il suo partito di variopinte contumelie. I militanti del Pci aprirono le sezioni, non mancarono momenti di tensione ma tutto filò liscio. I sindaco aveva spiazzato il Movimento. Che dopo tre giorni raccolse le sue cose e sostanzialmente si avviò alla sua dissoluzione. Aveva fatto, Renato Zangheri, un piccolo capolavoro.

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