Remain o Leave? Questo è il dilemma. La stampa britannica si divide

Brexit
Stampa britannica

Dal Guardian al Telegraph, dall’Economist al Daily Mail: i quotidiani e i settimanali britannici hanno posizioni diverse sul referendum

Remain or Leave, that is the question. Su questo dubbio amletico la stampa britannica si divide con una parte dei principali giornali a favore della permanenza del Paese in Ue e una parte, soprattutto i giornali conservatori, sostenitori di Brexit.

Il quotidiano progressista The Guardian è stato fin dall’inizio a favore della permanenza della Gran Bretagna in Ue. Il giornale indipendente ha lanciato il suo appello a “favore di un Paese unito aperto al mondo” e contro “una nazione divisa e che si richiude in se stessa”. È di oggi, inoltre, l’appello del presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi per invitare i britannici a un voto consapevole e contro la Brexit. Oltre agli editoriali e agli appelli, il quotidiano ha realizzato una serie di schede e approfondimenti per chiarire i motivi del referendum, cosa cambierebbe con un’uscita dall’Ue e come votare (anche se si è fuori dalla propria città di residenza). Anche The Observer, il domenicale del Guardian, sostiene la permanenza del Paese in Ue.

The Daily Mirror, tabloid laburista, è a favore della permanenza in Europa. Secondo il quotidiano londinese il Regno Unito fuori dall’Ue sarebbe “un Paese più povero”. In home page, oggi, si trova anche un articolo tra il serio e l’ironico dal titolo “Così sarà la sbornia Ue se vince Brexit” che elenca in 23 punti le cose che succederanno, che cambieranno o che rimarranno comunque, indipendentemente dalla permanenza o meno in Europa. Al punto 4 troviamo un presidente degli Stati Uniti decisamente irritato che dice: “Amico. Non l’hai fatto, vero? Oh mio dio, l’hai fatto!”.

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The Daily Mail si è diviso tra la sua edizione feriale e quella domenicale (va detto però, che si tratta di due edizioni indipendenti l’una dall’altra e con due direttori diversi). Il primo ha una posizione sostanzialmente anti-europeista e a favore dell’uscita da un’Europa morente: “Se credi nella Gran Bretagna vota Leave”. Le maggiori accuse sollevate dal tabloid inglese sono contro David Cameron e le sue politiche sull’immigrazione e i suoi fallimenti nel dialogo con Bruxelles. Ecco una vignetta

Daily Mail

 

Il Mail on Sunday, invece, sostiene il voto a favore del Remain “contro il salto nel vuoto”. “Non è tempo di rischiare la pace e la prosperità” lasciando l’Ue. Anzi, è fondamentale, per il domenicale, che la Gran Bretagna “stia con, e non contro, i nostri alleati europei”.

Una posizione unitaria, invece, quella del Telegraph e della sua edizione domenicale: entrambi sono a favore dell’uscita dall’Ue perché “stiamo aspettando con ansia – si legge in un editoriale del Daily Telegraph – un nuovo inizio per il nostro Paese. Ci hanno detto che si tratta di una scelta tra paura e speranza. In questo caso, noi scegliamo la speranza”.

The Sunday Telegraph has also backed Brexit, stating “the Leave campaign has articulated an ambitious vision for Britain as an independent nation”. Similarly, the Sunday Times has said that, while better diplomacy might have rendered the referendum unnecessary, now the question is being put to the electorate,

The Times pur essendo favorevole a una riforma dell’Ue, è contrario alla Brexit. “Il miglior risultato del referendum sarebbe un’alleanza di nazioni sovrane dell’Ue, guidate dal Regno Unito, a favore del libero commercio e delle riforme”. Di posizione contraria, invece, il Sunday Times.

La posizione di The Sun, di proprietà di Rupert Murdoch come The Times, è invece a favore della Brexit, così come il settimanale The Spectator. The Independent, invece, sostiene il Remain e in un suo editoriale scrive: “Un voto a favore dell’Ue non è un voto di paura ma di fiducia; non è un voto per cedere il controllo, ma per collaborare in un mondo globalizzato”.

Le principali testate economiche-finanziarie, il settimanale The Economist e The Financial Times. Il quotidiano londinese resta comunque contrario all’ingresso nell’area Euro che, secondo la testata diretta da Lionel Barber non sarebbe economicamente conveniente per il Paese. “Siamo la Gran Bretagna – si legge sul FT -. Abbiamo un contributo da dare per un mondo più prospero e sicuro. Il voto deve essere Remain”.

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