L’orribile tortura di Giulio Regeni, il corpo martoriato dalle sevizie

Caso Regeni
Un momento del sit-in davanti all'ambasciata egiziana per chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni, Roma, 25 febbraio 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

La relazione di 220 pagine sull’autopsia del giovane ricercatore ha fatto emergere particolari che cancellano definitivamente la tesi dell’incidente

Il corpo di Giulio Regeni come prima prova inconfutabile di quello che il ricercatore italiano ha subìto: una tortura efferata condotta da aguzzini professionisti per giorni. Era la verità a cui credono da mesi i suoi genitori, Paola e Claudio Regeni, ed ora è la verità a cui dovranno sottostare anche le autorità egiziane che nelle prossime 48 ore incontreranno il procuratore Giuseppe Pignatone e il team di inquirenti italiani.

L’autopsia condotta dai professori Vittorio Fineschi e Marcello Chiarotti illustra nelle 221 pagine di relazione l’inequivocabile violenza con cui gli aguzzini di Giulio si sono scagliati sul suo corpo. Ossa rotte, denti spezzati e 4 – o forse 5 – lettere marchiate su diversi punti del suo corpo a conferma, in questo caso incontrovertibile, dell’ipotesi di un omicidio e non di un incidente, come inizialmente ipotizzato dalle autorità del Cairo.

I segni individuati dai medici legali sul corpo del giovane sembrano comporre alcune lettere dell’alfabeto, apparentemente slegate tra loro, in punti diversi. In gergo tecnico vengono chiamate ‘soluzioni di continuo cutanee’ ma per tutti gli altri sono tagli sulla pelle. Ferite non casuali che potrebbero avere un significato, probabilmente tracciate con un coltello, o un oggetto acuminato.

L’altra conferma emersa dalla relazione riguarda la durata delle torture. Giulio sarebbe stato picchiato con pugni e bastonate per giorni. Il suo corpo riporta le fratture delle due scapole, dell’omero destro, del polso e delle dita delle mani e dei piedi. Il suo corpo è stato ridotto in poltiglia nell’arco di diversi giorni e il diverso livello di tumefazione di alcune lesioni lo confermerebbe.

I legali della famiglia Regeni hanno deciso di non commentare le novità sull’autopsia, in attesa di avere un chiarimento oggi quando il procuratore generale, Nabil Ahmed Sadek, e il team di quattro magistrati egiziani che si occupa del caso incontreranno il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e il pm Sergio Colaiocco che coordinano l’inchiesta sulla morte di Giulio.

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