Regeni, libertà condizionata per il consulente della famiglia al Cairo

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Un murales raffigurante Giulio Regeni disegnato al Cairo in memoria del ricercatore trovato morto nella capitale egiziana, in una foto tratta da Twitter.
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Abdallah è stato arrestato a fine aprile con l’accusa di incitamento alle proteste

Un tribunale egiziano ha stabilito oggi la libertà condizionata per Ahmed Abdallah, il presidente dell’ong che segue la famiglia del ricercatore italiano Giulio Regeni, ucciso al Cairo a febbraio. Un rappresentante della Commissione egiziana dei Diritti umani e delle libertà, Mohamed Abdelghani, ha fatto sapere che il giudice ha deliberato la libertà su cauzione per Abdallah ma che il legale non è ancora stato rilasciato. Il consulente della famiglia Regeni non potrà comunque uscire dal Paese e sarà sottoposto a controlli da parte delle autorità ma che non dovrà pagare una penale.

Abdallah è stato arrestato a fine aprile con l’accusa di incitamento alle proteste, nell’ambito di una campagna di sicurezza lanciata dal governo prima e durante le manifestazioni del 25 aprile contro la cessione delle isole egiziane del Mar Rosso all’Arabia Saudita. Fino ad oggi il legale è rimasto in carcere insieme a quattro attivisti a cui è stata concessa oggi la libertà condizionata. La Commissione egiziana dei Diritti umani e delle libertà è sempre stata in contatto con la famiglia Regeni per prestare appoggio giuridico e come consulenti in materia di diritto egiziano.

Intanto la famiglia Regeni ha confermato  “la volontà già espressa alla procura italiana e al ministro Gentiloni di incontrare a breve i procuratori egiziani che stanno indagando sul sequestro, le torture e l’omicidio del loro figlio Giulio”. Il 9 settembre il procuratore generale dell’Egitto, Nabeel Sadek, aveva espresso a Roma la propria volontà ad incontrare proprio i genitori di Giulio Regeni.

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