Renzi: “Caccia all’uomo mediatica contro chi vota Sì, moderiamo i toni”

Referendum
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in Regione per la firma dell'accordo sul 'Passante di mezzo' di Bologna (l'allargamento dell'attuale tracciato autostradale che scorre lungo la tangenziale della città), 15 aprile 2016. 
ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il Referendum e il futuro del Paese. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ne parla ospite di Radio anch’io

“Non è in ballo il futuro di Renzi o del governo ma i prossimi vent’anni dell’Italia. Il voto non è tra simpatia e antipatia ma tra chi vuole cambiare e no. Tra chi difende la costituzione dalla svolta autoritaria c’è anche Forza Nuova… Chi la difende la dovrebbe almeno leggere, il presidente del Consiglio viene scelto dal Capo dello Stato, non eletto dai cittadini”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando a Radio anch’io si concentra sul referendum e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. “Si è creata una caccia all’uomo mediatica contro chi non la pensa come alcuni esegeti della Carta costituzionale”- ha detto Renzi – “Il mio appello è: viviamo i prossimi due mesi con calma. Sarebbe importante avere un tono e uno stile più misurato, lo dico per primo a me stesso”.

Poi la sua previsione sull’esito del referendum: “Secondo me vincerà il ‘Sì'”, ha detto Renzi, ma nel caso vincesse il ‘No’, “le valutazioni sulla durata della legislatura spettano al presidente della Repubblica e al Parlamento”.

La polemica D’Alema-Lotti

“Credo D’Alema stia utilizzando il referendum per rientrare in partita. D’Alema per me è il passato, lui vota no perché spera di essere il futuro”. “Le discussioni tra D’Alema e Lotti le lascio a loro” ha poi affermato riferendosi al botta e risposta di ieri tra l’ex presidente del Consiglio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. “Mi colpisce molto il fatto che mi accusino di non lavorare: in queste ultime ore stiamo presentando in giro per l’Italia il grande progetto Industria 4.0, diamo 900 milioni di soldi dati al fondo di garanzia, ieri ho visitato ieri i luoghi del sociale. Per D’Alema può non essere lavorare, ma per me incontrare queste persone, anche se mi fa sembrare un boy scout prestato alla politica, è importante. Perché per me c’è bisogno di parlare di questi temi. Questo è un paese che ha bisogno di rimettere ordine in tante cose”. E poi una battuta: “Questo non è un derby tra Renzi e il resto del mondo, è un derby Italia contro vecchia guardia“.  Il premier aggiunge: “Non vorrei che accadesse come nel Regno Unito dove prima si è votato” per la Brexit “e poi il giorno dopo le pagine di Google Uk sono state riempite da gente che cercava ‘cos’è l’Ue’, perchè la gente aveva votato per altro”.

Nessun passo indietro

Renzi poi smentisce il titolo del quotidiano ‘La Stampa‘ per cui in caso di sconfitta al referendum cambierebbe mestiere: “Il confronto con Gramellini è in streaming, ascoltatelo e non troverete nulla di tutto questo. Non parliamo del futuro mio o del governo, a inizio referendum abbiamo sbagliato a impostare la questione così. Ma ora il referendum è su cosa succede all’Italia nei prossimi vent’anni, un futuro che ve oltre i tempi di questo governo”.

La riduzione dei costi e dell’immunità

“Anche quelli del no riconoscono che i costi si riducono. Poi si discute se sono 50 o 500 milioni. Io ho dedicato mezz’ora, numeri alla mano, con la calcolatrice, a far vedere dove sono questi 500 milioni. Ma il punto su cui siamo tutti d’accordo è che se vince il Sì, c’è la riduzione dei costi. Se vince il No, non c’è. Poi ovviamente uno può dire che della riduzione dei costi non gli interessa. E’ legittimo che uno lo dica. Ma i costi si riducono”. Poi sul voto del M5S aggiunge: “I 5 stelle hanno vinto un biglietto alla lotteria e con 112 click sono entrati in parlamento. I 5 stelle voteranno convintamente no al referendum, ma il popolo che vota per i 5 stelle è chiamato ad una risposta secca sulla riduzione dei costi e dei parlamentari e in molti voteranno Sì”. E rispondendo alle domande degli ascoltatori sull’immunità a cui avranno diritto i consiglieri regionali che diventeranno senatori con la riforma: “L’immunità se vince il No rimane per 950 persone, se vince il Sì per 730 persone. Io faccio politica senza immunità, se ne può discutere a lungo perchè è un tema complesso. Ora di togliere l’immunità ne sta parlando la Turchia. Ma se voti No la si lascia a 200 persone in più”.

Le misure economiche

“Il tema dell’aumento dell’Iva è scongiurato, ma il punto non è questo, è intervenire sul quoziente familiare. Ci stiamo lavorando, ci sarà un segnale in questa legge di stabilità ma sarà poco più che un segnale, nel 2018 ci sarà un intervento più complessivo”.

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