Referendum Grecia, istruzioni per l’uso

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epa04828897 People walk past a bus station where a NO graffiti covers a YES poster, in Athens, Greece, 03 July 2015. Greek officials were braced 03 July for a decision by the country's supreme administrative court on the legality of the bailout referendum - to be held on 05 July - ahead of rival campaign rallies in central Athens. Greece will need substantial debt relief and 50 billion euros in new financing until 2018 in order for its debt to be sustainable, according to an International Monetary Fund (IMF) analysis released on 02 July.  EPA/ORESTIS PANAGIOTOU

Tutto ciò che c’è da sapere sul referendum greco di domenica 5 luglio

Domenica 5 luglio quasi 10 milioni di elettori greci voteranno al quesito referendario voluto dal governo di Alexis Tsipras.

Le urne saranno aperte dalle 8 alle 20 (dalle 7 alle 19 italiane) e subito dopo inizierà lo scrutinio che presumibilmente si protrarrà fino a notte fonda. I media di tutta Europa, e presumibilmente di gran parte del mondo, daranno copertura completa del referendum.

Il testo della consultazione è chiaro: deve essere accettato il progetto di accordo presentato da Commissione europea, Bce e Fmi nell’Eurogruppo del 25 giugno 2015?

Qualora vincesse il Sì, le trattative continuerebbero e il governo di Atene dovrebbe seguire la strada tracciata dalle autorità europee. Vale a dire, sintetizzando: privatizzazioni, liberalizzazioni, meno sussidi pubblici, cittadini in pensione a 67 anni. Inoltre non sarebbero da escludere le dimissioni del governo in carica e quindi nuove elezioni a stretto giro di posta.

Se dovesse vincere il No, soluzione gradita al governo, la situazione sarebbe molto complicata. Gli scenari sono vari, uno è l’uscita della Grecia dall’euro, che permetterebbe al governo di non avere più i vincoli imposti da UE e BCE, ma al contempo costerebbe la rinuncia a tutti gli aiuti.

C’è un secondo scenario, che è quello su cui punta Tsipras: la Grecia, forte della volontà popolare derivata dal voto dei suoi cittadini, potrebbe cambiare a suo favore gli equilibri nei tavoli delle istituzioni europee.

A poche ore dall’apertura delle urne le macchine elettorali sono in moto, mentre tutta Europa aspetta col fiato sospeso il responso delle urne.

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