Referendum Grecia, il quesito spiegato nei dettagli

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Privatizzazioni, liberalizzazioni, meno sussidi pubblici, cittadini in pensione a 67 anni. Una sintesi dei principali punti della proposta che il popolo greco dovrà giudicare con il referendum di domenica 5 luglio.

Nessuno sa cosa succederà, ma una cosa a quanto pare è certa: la maggioranza dei greci, secondo gli ultimi sondaggi, vuole rimanere nell’euro.  Si può partire da questa considerazione per analizzare il referendum su cui il paese è chiamato a esprimersi domenica prossima.
Il testo della consultazione è chiaro: deve essere accettato il progetto di accordo presentato da Commissione europea, Bce e Fmi nell’Eurogruppo del 25 giugno 2015?

Se da una parte l’esasperazione di un’infinita crisi indurrà a votare “no” (con la speranza di scongiurare ulteriori misure di austerità), dall’altra il timore di abbandonare la moneta unica potrebbe spingere molti a dire “sì” nonostante un pacchetto difficile da digerire.
I programmi presentati da Atene sembrano più centrati sull’aumento di tasse, quelli dei creditori spingono invece sui tagli.

Vediamo in estrema sintesi i punti della proposta che il popolo greco dovrà giudicare.

Bilancio

Adottare dal 1 luglio 2015 un budget supplementare e nel triennio 2016-2019 una strategia fiscale di medio termine. I nuovi obiettivi di surplus di bilancio sono così fissati: 1% nel 2015, 2% nel 2016, 3% nel 2017, 3,5% nel 2018. Obiettivi a cui il governo greco si è alla fine quasi allineato, proponendo dopo molte oscillazioni un target dell’1,5% per l’anno in corso e di quasi il 2,9% il prossimo.

Fisco

Iva al 23% dal 1 luglio (valore stimato: un punto di Pil). L’aumento non riguarderebbe i consumi alimentari di base, energia, alberghi e acqua (13%). Aliquota del 6% su farmaci, libri e teatro. Il governo Tsipras chiedeva l’esenzione dell’innalzamento dell’imposta per le isole. I creditori chiedono di introdurre una nuova legge sull’evasione fiscale e la frode (proposta fatta anche dal governo) e di eliminare il trattamento preferenziale per gli agricoltori. Altra richiesta: pagamenti anticipati per i redditi di imprese e persone fisiche entro la fine del 2016.

Lavoro

Lanciare un processo di consultazione per fissare il livello di salario minimo e rivedere l’attuale cornice legislativa su licenziamenti collettivi, negoziazione collettiva e iniziativa imprenditoriale. Introdurre norme di contrasto al sommerso.

Pubblica amministrazione e pensioni

Per le istituzioni europee il sistema previdenziale attuale non è sostenibile e necessita di riforme strutturali su età, contributi e incentivi. Riforma della pubblica amministrazione legando i salari al merito.

Altre misure

Tagliare la spesa militare e aumentare la tassa sulle imprese dal 26 al 28%. Mettere a gara le frequenze televisive e le reti per la telefonia 4G e 5G, estendere la tassa sul lusso. Pubblicare e attuare un nuovo piano strategico di contrasto alla corruzione. Liberalizzare le professioni (ingegneri, notai, ufficiali giudiziari) e il mercato per affitti turistici e di trasporto dei traghetti. Privatizzazioni: nel mirino società elettrica e porti.

http://ec.europa.eu/news/2015/06/20150628_en.htm

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