Referendum e Italicum, Renzi si impone il “silenzio stampa” sulle chiacchiere

Riforme
epa05416325 Italian Prime Minister Matteo Renzi arrives for the second day of NATO Summit in Warsaw, Poland, 09 July 2016. In the second day of the NATO Summit heads of state and government will take part in meeting on Afghanistan and Ukraine. The NATO Warsaw Summit takes place on 08 and 09 July with about 2,000 delegates, including 18 state heads, 21 prime ministers, 41 foreign ministers and 39 defence ministers taking part in the Summit.  EPA/JACEK TURCZYK POLAND OUT

Il premier ribadisce il punto su legge elettorale (“Va bene così”), spacchettamento del quesito (“Votiamo su una scheda”) e data (“Non arriviamo a Natale”), ma ora vuole osservare cosa succederà

I due fronti restano aperti: da una parte il tentativo di modificare l’Italicum spostando il premio di maggioranza dalla lista alla coalizione; dall’altra l’idea di spacchettare il referendum costituzionale in più quesiti. Matteo Renzi ha già avuto modo di far comprendere come da parte sua non ci sia (o non ci sia più) un’opposizione pregiudiziale a entrambe le ipotesi. E però il premier adesso prova a tirarsi fuori dal chiacchiericcio estivo, non alimentando ulteriori ipotesi.

“Se uno ha i numeri in Parlamento la legge elettorale può cambiarla”, dice il premier in conferenza stampa da Varsavia, dove partecipa al vertice Nato. Il problema, però, sono appunto i numeri. A fronte di notizie di stampa su sondaggi interni ai gruppi dem di Camera e Senato, secondo i quali i due terzi circa dei parlamentari del Pd sarebbero disposti a superare l’Italicum, almeno nella sua forma attuale, Renzi replica: “A me pare di non vedere una maggioranza. Qualcuno dice Mattarellum, ma quando è stato proposto non c’erano i numeri. Se si vuole discutere bene, non ci sarà nessuna pressione da parte mia“. Più che in tribuna, insomma, il leader dem getta la palla in parlamento. Dove, effettivamente, non sembra sia possibile aggregare una quantità di voti sufficienti ad approvare un nuovo testo, almeno per il momento.

Il “silenzio stampa” promesso d’ora in avanti sull’Italicum si estenderebbe anche alle questioni tecniche relative al referendum. Renzi ci tiene a separare le due partite, quella della legge elettorale e quella della riforma. Il referendum resta “cruciale per il futuro del nostro Paese”, sottolinea il presidente del Consiglio, secondo il quale “si dovrà votare su una scheda, ma se la Corte di Cassazione darà un altro giudizio, io non avrò problemi”. E Renzi torna anche sul possibile slittamento a inizio novembre (il 6) dell’appuntamento con le urne: “Io continuo a dire che la data probabilmente sarà a ottobre perché a naso si va lì, io non lo farei a Natale”.

Su un punto, poi, Renzi vuole essere chiaro. Se è vero che “il popolo ha ragione sempre, se vota Sì oppure No”, il premier fa riferimento al caso Brexit per togliere dal campo l’eventualità di rivedere le decisioni prese: “Se vince il No, l’esperienza ci dice che sarà difficile poterci rimettere le mani da qui a un decennio. Non vorrei che anche in Italia ci fosse qualcuno che è convinto di votare un’altra cosa e poi si sveglia una mattina e vuole tornare indietro”.

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli