Direzione Pd, la cronaca della giornata. Minuto per minuto

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Il segretario del Pd propone di formare una delegazione che si occupi di modifiche condivise all’Italicum

Matteo Renzi tenta di sottrarre agli avversari argomenti per il No, e se oggi il pomo della discordia è l’Italicum, bene, si ridiscuta l’Italicum. A una condizione: si faccia presto. Se ne discuta in una commissione di partito “unitaria”, poi si vede in parlamento dopo il 4 dicembre per chiudere entro l’anno. Un “sentiero stretto”, lo chiama Gianni Cuperlo. Strettissimo.
Il liveblogging della Direzione nazionale del Pd.
Ore 20:55 – La proposta del premier segretario passa all’unanimità. Tra i votanti nessun voto contrario e nessun astenuto. La minoranza non partecipa alle votazioni.
Ore 20.45 – “Con la riforma costituzionale abbiamo davanti un’occasione straordinaria e se torniamo al sistema degli ultimi 70 anni in cui ha prevalso l’Italia dei veti e non dei voti, dimostriamo che l’Italia non ha voglia di futuro”.
Ore 20.40 – “Partiamo dal presupposto che la legge elettorale non è la cosa più importante per il paese. Per questo mi convince il ragionamento che ha fatto stasera Franceschini di non trasformare, nelle prossime settimane, la legge elettorale in un tormentone”.
Ore 20.38 – “Sull’Italicum faccio mie le riflessioni di Fassino, da soli questa legge non la cambiamo. Ricordo che nel 2013 un premio elettorale eccessivo ci ha permesso di avere la maggioranza alla Camera ma non al Senato. E la maggioranza attuale non è frutto di un disegno perverso ma di uno stato di necessità. E chi viene a dire qui che se facciamo l’accordo nel Pd poi siamo tutti d’accordo nega la realtà dei numeri fuori da qui”.
Ore 20.36 – “Fuori da qui c’è l’Italia, un’Italia che sta ripartendo e per vincere le sfide del Paese prendo il ragionamento di Cuperlo e dico: le riforme costituzionali sono un puntiglio di qualcuno o rendono più competitivo il paese? È lì che ci stiamo giocando tutto ed lì che abbiamo il dovere di darci una risposta questa sera”.
Ore 20.31 – Matteo Renzi interviene per le conclusioni
Ore 20.25 – Prende la parola Dario Franceschini: “Come è possibile che autorevoli leader della sinistra si limitino a dire che se non si cambia l’Italicum si vota No. C’è qualcosa di più grande da considerare: siamo dentro una tempesta populista in Europa e se vinceranno i No vinceranno i populisti, i Salvini. Quanto al legame tra le riforme e la legge elettorale, lo trovo forzato. Il segretario oggi ha aperto uno spazio importante e spero che questa proposta venga accolta. Tuttavia vedo il rischio di un tormentone. Se inseriamo la legge elettorale nel dibattito da qui al 4 dicembre copriremo il merito del quesito referendario”.
Ore 20,15 – Prende la parola Maurizio Martina: “Ho paura di tornare all’era delle coalizioni. Ci sono delle proposte che possono farci avanzare nella pluralità. Per questo oggi voglio prendere le novità che sono state avanzate per fare un passo in avanti, in maniera unitaria. Che tutti vivano questo passaggio come la possibilità di costruire qualcosa di positivo”.
Ore 20,05 – “Sull’Italicum spero che l’apertura di oggi del segretario venga accolta. Dal referendum Segni, dal ’93, abbiamo introdotto, a tutti i livelli, un principio maggioritario molto più forte di quello presente nell’Italicum. Ricordo che tutta la coalizione che oggi governa in parlamento non ha preso il 30%. L’Italicum non ha eccessi da questo punto di vista e tra di noi dobbiamo essere onesti”.
Ore 20,02 – Prende la parola Piero Fassino: “Il quesito referendario non è sulla legge elettorale. E qui oggi stiamo facendo una torsione pericolosa. Pongo una domanda, da qui al 4 dicembre quando ognuno di voi va a chiedere il voto per il referendum parlerà di legge elettorale? Cerchiamo di trasformare la legge elettorale, ma stiamo attenti a non trasformare l’oggetto del referendum”.

Ore 19.58 – “Dobbiamo essere consapevoli di quanto sia difficile fare una legge elettorale, ricordiamoci per quanto tempo non siamo riusciti a modificare il Porcellum. A me dispiace, oggi, aver sentito delle parole di chiusura. Ma dobbiamo avere la consapevolezza che la legge elettorale non possiamo scriverla da soli, non abbiamo i numeri. Le parole di apertura dette oggi devono invece costruire le condizioni per una fiducia. Perché per essere un vero partito, prima di tutto, serve che ci sia un rapporto di fiducia tra di noi”.

Ore 19.55 –  “Le riforme costituzionali sono la cassetta degli attrezzi e noi abbiamo bisogno che la macchina funzioni per far mandare avanti il Paese. Quanto all’Italicum, penso che un’apertura più grande di quella di oggi fatta dal segretario non possa esserci. Lo dico a Roberto (Speranza, ndr) e Gianni (Cuperlo, ndr).

Ore 19.51 – Prende la parola il capogruppo dei deputati dem Ettore Rosato

Ore 19.45 – “Adesso che abbiamo messo le preferenze esce fuori il mattarellum 2.0 con i collegi uninominali. Girate sempre intorno, ma dove volete portare questo tavolo, voglio sapere qual è la soluzione finale. Questa legge l’avevamo scelta, votata. Ogni volta che prendiamo una decisione e sembra chiusa, poi si riapre la discussione, sempre”.
Ore 19.43 – “Sulle preferenze, amici miei (della minoranza, ndr), avete delle oscillazioni imbarazzanti. Quando fu detto di inserire le preferenze ai tempi del porcellum ci fu un’alzata di scudi impressionante, a partire dall’allora segretario del Pd Bersani”.
Ore 19.40 – “L’attuale Italicum non è quello presentato da Renzi, è cambiato più volte. Fatico a comprendere l’oggetto del contendere. Non capisco cosa c’è di sbagliato sull’Italicum, come se noi non ci fossimo mai soffermati sul testo. Segnalo che quando fu presentato il testo, la minoranza pose il problema di modifica sui listini bloccati, sulla soglia di sbarramento, sulla soglia di accesso, sulle preferenze. Tutte questioni su cui ci sono state modifiche. Sono state abbassate le soglie di sbarramento dal 4,5 al 3, è stata alzata la soglia per il ballottaggio tutte modifiche sulla base delle richieste che sono partite da qui dentro”.
Ore 19,37 – Prende la parola Roberto Giachetti
Ore 19,32 – Speranza: “Se non si risolve questo maledetto combinato disposto, siamo di fronte a un cambio della forma di governo, dal punto di vista sostanziale. Io fino all’ultimo istante non mi voglio sottrarre a nessun tentativo. Bene il comitato per cambiare l’Italicum ma se noi lo vogliamo cambiare davvero la proposta di Renzi di oggi non è sufficiente”
Ore 19,30 – Speranza: “Non è vero che dal giorno in cui è segretario, abbiamo cercato di tirare le pugnalate a Renzi. Rivendico con orgoglio le tante cose che abbiamo fatto insieme, a partire dall’elezione di Mattarella. La storia è cambiata dopo, quando si è voluto forzare sull’Italicum: così è nata la spaccatura più forte della storia di questo partito”
Ore 19,27 – Speranza: “Legge elettorale e riforma costituzionale sono due pezzi di un’unica grande riforma che riguarda le istituzioni del nostro Paese. Se mi viene detto che la questione della legge elettorale è un alibi, secondo me si è fuori strada. E’ una questione di merito, su cui si può essere d’accordo o no, ma non si può dire che sia un alibi”.
Ore 19,25 – Prende la parola Roberto Speranza, leader della minoranza dem
Ore 19,14 – Orlando: “Temo che se vincerà il No, non sarà certo la vittoria di chi, qua dentro, si è opposto alla riforma. Se vince il No l’unica cosa certa che vedo è una nuova forte fiammata populista”
Ore 19,07 – Orlando: “Il superamento del bipolarismo è un dato che si è ampiamente affermato in tutto il continente. Il tema della modifica della legge elettorale, per questo, è assolutamente legittimo”.
Ore 19,05 – Prende la parola il ministro della Giustizia Andrea Orlando
Ore 18,55 – Prende la parola la deputata Anna Ascani: “Non possiamo fare ‘rese dei conti’ sul referendum. La sfida del Pd, unito, non è quella di far fuori un altro leader ma quella di non riportare il paese dove l’abbiamo lasciato, in mano a Di Maio o a Salvini. Dobbiamo sentire sulle nostre spalle il peso di questa responsabilità”
Ore 18,48 – Gentiloni: “Se il combinato disposto tra riforma e legge elettorale deve affossare la riforma, allora ben vengano le considerazioni e le aperture di Renzi. Fuori da qui nessuno capirebbe l’affossamento della riforma per il combinato disposto”
Ore 18,43 – Gentiloni: “Quello che c’è in gioco è il progetto di governo del centrosinistra che in questo momento è il più convincente d’Europa. Il progetto a cui tutte le forse progressiste europee guardano con maggiore relativa fiducia”
Ore 18,41 – Prende la parola il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni
Ore 18,39 – Cuperlo a Renzi: “Abbiamo davanti settimane difficili, se puoi non farne una battaglia di stili e di coerenze. Se un accordo non ci sarà io voterò No al referendum. Se così farò, presenterò il giorno stesso le mie dimissioni da deputato al Presidente della Camera”
Ore 18,30 – Cuperlo: “I temi più urgenti su cui agire, riguardo alla modifica della legge elettorale, sono quelli della rappresentanza e di un misurato riconoscimento alla maggioranza per garantire la governabilità. Serviva un segnale politico da parte del segretario e il segnale è arrivato, anche se a metà. E’ un segnale che però io voglio cogliere ma il Pd deve avere oggi una sua proposta. Penso che sia giusto, in tempi brevi, arrivare a una proposta che entri nel merito. L’obiettivo è quello di evitare una rottura che avrebbe conseguenze per anni sul centrosinistra”
Ore 18,28 – Cuperlo: “L’idea di bloccare per due mesi il Paese su un referendum che comunque vada non avrà impatto diretto sui grandi temi che ci circondano resta per me una cosa incomprensibile. Così come trovo sbagliato stressare il paese su una contraddizione tra vecchio e nuovo”
Ore 18,27 – Prende la parola Gianni Cuperlo
Ore 18,10 – Renzi: “I tre temi aperti per la modifica della legge elettorale sono questi: ballottaggio sì o no, premio di lista o di coalizione, modalità di elezione dei parlamentari. Propongo di istituire una delegazione che lavori ad una soluzione condivisa, con tempi certi, composta da Lorenzo Guerini nel ruolo di coordinatore, dai due capigruppo, dal presidente del partito e da un esponente della minoranza scelto dalla minoranza. La proposta è quella di incardinare la discussione in Commissione tra il referendum e la fine dell’anno”.
Ore 18,08 – Renzi: “Per l’elezione di secondo livello dei senatori, sono pronto ad adottare il testo elaborato da Vannino Chiti e Francesco Fornaro come testo base della nostra discussione”
Ore 18,06 – Renzi: “Se vogliamo cambiare la legge elettorale servono le proposte”
Ore 18,03 – Renzi: “Se ci sono persone che hanno votato questa riforma dalle tre alle sei volte in Aula e poi votano contro nelle urne, noi li rispettiamo. Ognuno fa i conti con la propria coerenza. Detto questo, se il problema è il combinato disposto tra la riforma e la legge elettorale, benché io sia convinto che questa legge elettorale funzioni, il mio compito è quello di trovare un’ulteriore sintesi. Se qualcuno immagina di usare la legge elettorale come alibi, sappia che noi siamo intenzionati di superarli tutti, questi alibi”
Ore 18,00 – Renzi: “I punti chiave della riforma costituzionale sono la sintesi di un lavoro preciso e puntiglioso, condiviso con tutte le nostre differenti esperienze politiche. Tutte le modifiche fatte vengono da richieste fatte in questa sede, non altrove. Questa riforma è il frutto di un compromesso e il compromesso è il contrario del fanatismo”
Ore 17,58 – Renzi: “Penso sia giusto e doveroso parlarsi con chiarezza. Dal primo momento in cui sono diventato segretario non c’è stato un solo giorno in cui non ci sia stata polemica interna. Fuori da qui lo scontro è ancora più forte e trova lo spazio nella cultura dell’odio. Ma anche al nostro interno le ragioni della divisione sono spesso amplificate, come hanno dimostrato alcune interviste rilasciate nei giorni scorsi”
Ore 17,56 – Renzi: “In questi due anni e mezzo abbiamo concentrato l’attenzione su chi soffre di più, contemporaneamente garantendo una continua riduzione della pressione fiscale. Rispetto a due anni e mezzo fa il nostro Paese sta un po’ meglio e ha qualche diritto in più”
Ore 17,43 – Renzi: “L’economia sta crescendo ma volgiamo fare di più. Dal -2% al +1% ci sono tre punti di differenza. La direzione è quella giusta, la velocità ancora no”
Ore 17,42 Matteo Renzi prende la parola per la relazione d’apertura della 31esima Direzione della sua segreteria

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