Chiusi i seggi per il voto all’estero: boom affluenza al 40%

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I plichi da spedire a Roma sono stati chiusi e sigillati nei vari consolati della circoscrizione estero

“Mi spiace molto, è un film che ogni volta si ripropone, il voto all’estero è stato proposto dall’allora ministro del centrodestra Tremaglia e votato a sinistra. Non capisco perchè dire che lì si fanno i brogli, perchè alimentare tensioni e polemiche? Ieri Salvini era in giro per l’Italia ad alimentare polemiche e in Ue si discuteva sul terremoto in Italia. Se fosse stato all’estero avrebbe onorato meglio il suo lauto stipendio e ruolo”. Così Matteo Renzi a Rtl sulle accuse di brogli all’estero che è l’argomento dl giorno.

Infatti pare sia molto sentito il voto all’estero per il referendum: l’affluenza dei connazionali che non risiedono in Italia sarebbe infatti arrivata al 40%, percentuale importante e ben oltre il 30% delle elezioni politiche del 2013 e il 19% del referendum sulle trivelle. In Svizzera, secondo i primi dati che circolavano ieri sera a Palazzo Chigi, ha votato il 42,2% degli italiani registrati, in Gran Bretagna l’affluenza è stata invece del 37%.

“Il voto all’estero – ha ricordato Renzi – è stato proposto da un governo di cui fa parte anche la Lega ed è stato votato anche dal centrosinistra”. Anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un intervento a Radio anch’io ha affrontato il tema caldissimo:”Parlare di brogli intenzionali non ha senso ed è offensivo per tutte le nostre istituzioni che stanno svolgendo questo compito”.

Gli italiani all’estero aventi diritto al voto sono 4.023.902, tra cui 31.462 elettori temporanei, ossia cittadini residenti in Italia che per motivi di studio, lavoro o cure mediche si trovano in un Paese estero per un periodo di almeno tre mesi (novità introdotta dall’Italicum e disciplinata dalla circolare del Viminale del 28 settembre scorso). Votano anche i militari italiani impegnati nelle missioni all’estero. Complessivamente i 4 milioni di italiani all’estero rappresentano circa l’8% del corpo elettorale.

Il Comitato per il No già da diverse settimane punta il dito contro la procedura di voto all’estero e ha annunciato di essere già pronto a fare ricorso in caso i voti risultassero determinanti per la vittoria del Sì. All’ultimo referendum, quello “sulle trivelle” hanno votato 700 mila aventi diritto residenti all’estero, ma è innegabile che quella consultazione fosse – soprattutto per chi vive all’estero – decisamente marginale rispetto alle modifiche alla Costituzione.

Ieri 1 dicembre, a partire dalle ore 16.00, i plichi da spedire a Roma sono stati chiusi e sigillati nei vari consolati della circoscrizione estero. Le operazioni di scrutinio dei voti inviati per corrispondenza si svolgeranno contemporaneamente a quelle dei voti espressi nel territorio nazionale, ovvero a partire dalle 23 di domenica sera. Nelle passate consultazioni lo scrutinio ‘estero’ avvenne a Castelnuovo di Porto.

 

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