Referendum, avanti i Sì. Ma aumentano gli indecisi

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Aumentano gli indecisi e il destino della sfida referendaria diventa sempre più incerto

Una nuova fotografia su cosa succederà in autunno in occasione del referendum costituzionale l’ha scattata oggi Ilvo Diamanti sulle pagine di Repubblica. Nell’ultimo sondaggio Demos & Pi di giugno 2016 i Sì mantengono la maggioranza dei voti, anche se in calo rispetto ai mesi scorsi. Il 37 % degli intervistati, infatti, si dicono a favore della riforma, il 30% è invece per il No. Nel sondaggio commentato da Diamanti aumenta vertiginosamente la schiera di chi non sa come voterà. Gli indecisi passano dal 26% di febbraio al 33% di giugno. Una fuga dal Sì? Non esattamente. Soprattutto perché se da una parte è necessario registrare il calo dei favorevoli alla riforma, dall’altra bisogna registrare che chi ha dichiarato di andare sicuramente a votare il calo è stato solo del 3%, “praticamente nulla”, scrive Diamanti.

“Le ragioni di questo cambiamento – spiega il politologo – non si possono spiegare attraverso la “conversione” degli elettori favorita dalla comprensione dei temi posti dal referendum. La crescita dell’incertezza segnala, piuttosto, il peso assunto dall’incomprensione. Assai maggiori appaiono, invece, a mio avviso, le ragioni “politiche”. Sottolineate, anzitutto, dalla distribuzione delle opinioni in base alla scelta di voto. Che riflette, in larga misura, i rapporti fra maggioranza e opposizione. In Parlamento e fra gli elettori”.

Secondo Diamanti, insomma, lo spostamento del focus referendario su temi più politici e che coinvolgono direttamente il futuro del premier, ha reso l’orientamento degli elettori più fluido e maggiormente soggiogato alla sfida tra maggioranza e opposizione. Un mutamento che ha spostato l’attenzione dai temi della riforma, alla guerriglia parlamentare che ora, dopo i successi pentastellati alle amministrative, si è fatta sempre più feroce e divisiva.

 

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