Reddito e inclusione sociale: la lotta alla povertà diventerà legge

Società
Una persona su 3 è a rischio povertà nei 7 Paesi 'deboli' della Ue (Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda, Romania e Cipro). E' quanto sottolinea il rapporto di Caritas Europa sull'impatto della crisi. A fronte di un rischio di povertà o esclusione sociale del 24,5% nella Ue a 28, nei 7 Paesi è al 31% (28,4% in Italia, oltre 1 su 4). Roma, 19 febbraio 2015. ANSA/CIRO FUSCO

Poletti: “Il governo ha approvato la scorsa settimana il disegno di legge delega, entro sei mesi dal via libera del Parlamento arriveranno i decreti attuativi”

Un sostegno al reddito pari a circa 320 euro al mese per un milione di poveri accompagnato da un piano per la loro inclusione sociale. È la via italiana al reddito minimo che il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, illustra in una intervista a Repubblica.

“Il governo ha approvato la scorsa settimana il disegno di legge delega, entro sei mesi dal via libera del Parlamento arriveranno i decreti attuativi. Nel 2017 la riforma dovrebbe partire, ma già da quest’anno potranno essere utilizzati i 600 milioni stanziati nella legge di Stabilità. L’obiettivo è di fare crescere nel tempo sia l’indennità sia la platea di beneficiari (si comincerà dalla famiglie con minori) fino a coinvolgere tutti Chi riceverà l’assegno avrà alcuni obblighi come mandare i figli a scuola o accettare un’occupazione. I cambiamenti tecnologici impongono nuove norme. E noi ci stiamo impegnando su questo quattro milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta. E’ un cambiamento radicale — dice Poletti — perché nel nostro Paese non c’è mai stato un istituto unico nazionale a carattere universale per sostenere le persone in condizione di povertà. Vogliamo dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente. È una riforma che vale almeno quanto il Jobs act”.

Di fatto si tratta dell’introduzione anche in Italia, che insieme alla Grecia è l’unico in Europa a non averlo, del reddito minimo. “Noi veniamo da una storia e da esperienze diverse in termini di politiche di contrasto alla povertà. Abbiamo sempre concentrato gli interventi sul versante dell’assistenza, sul trasferimento passivo. Ora facciamo di più: parallelamente al trasferimento monetario, le istituzioni prenderanno in carico ciascuna persona in condizioni di povertà per la sua inclusione sociale. Dietro questa misura c’è un’idea di società”

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