Rebus unioni civili: confronto aperto nel Pd, ma no all’affido rafforzato

Diritti
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parla con la senatrice Pd Monica Cirinnà durante le dichiarazioni di voto sulle sue comunicazioni in Senato, in merito al prossimo consiglio europeo del 15 e 16. Roma, 14 ottobre 2015. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI,

Si va avanti sulla stepchild adoption. Il senatore Verducci: “Tutela il bambino garantendogli continuità affettiva e familiare”. Decisive le prossime riunioni

Sempre più distanti le posizioni all’interno del Pd in vista dell’arrivo nell’aula del Senato del testo sulle unioni civili. Si tratta di divergenze importanti ma non insormontabili, almeno a sentire le voci delle varie anime del partito, e il gruppo in Senato si riunirà il 19 e poi il 26 gennaio per trovare un accordo sul testo delle unioni civili entro la data del 28 gennaio, quando il ddl Cirinnà arriverà finalmente nell’aula di Palazzo Madama, dopo l’ultimo rinvio deciso ieri durante la capigruppo.

Al centro del dibattito resta il nodo adozioni con una trentina di senatori del Pd favorevoli allo stralcio della stepchild adoption (anche se sul numero non ci sono certezze) e alla sostituzione con l’affido rinforzato su cui è stato presentato oggi un emendamento che verrà depositato prima del 22 gennaio e che rappresenta, spiega il senatore Stefano Lepri, “un’alta sintesi tra le diverse istanze”, “non una proposta di parte ma una proposta su cui molti possono convergere”.

Nel testo si prevede “l’affidamento personale del minore alla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso quando lo stesso è figlio, anche adottivo, dell’altra parte dell’unione civile e il genitore biologico estraneo all’unione civile sia sconosciuto, deceduto o decaduto dalla responsabilità genitoriale“.

Una proposta che secondo il senatore Francesco Verducci indebolirebbe la legge “in un punto fondamentale, quello che riguarda la tutela dei diritti del bambino. L’affido rafforzato tutela di più gli adulti, ma noi dobbiamo pensare ai bambini garantendo loro continuità affettiva e familiare”. La proposta è sbagliata anche dal punto di vista politico, sostiene Verducci, perché si comprometterebbe “il lungo lavoro fatto finora che è arrivato a un punto di mediazione molto avanzato e che tiene insieme unioni civili e adozione del figlio del partner e si presta a rischi di incostituzionalità”.

Oltre alla proposta di emendamento in Senato, la questione è stata messa nero su bianco anche da 37 deputati Dem che hanno presentato un testo per sostenere la posizione dei colleghi in Senato e modificare i punti fondamentali del ddl Cirinnà per evitare le adozioni. Stralciare o riscrivere il testo sulla stepchild adoption del ddl Cirinnà sulle unioni civili per salvare la legge è questa il senso del documento. Per Alfredo Bazoli, uno dei firmatari, senza “una mediazione il rischio è, con il voto segreto, il naufragio della legge al Senato”.

Il documento, però, avrebbe creato diversi malumori tra i senatori di tutte le aree del Pd, perché considerata un’invasione di campo da parte dei colleghi deputati su un tema che si sta discutendo da mesi in Senato e che è giudicato in questo momento una forzatura all’interno del dibattito che il gruppo del Pd sta portando avanti a Palazzo Madama.

Ma quello dei 37 non è l’unico documento presentato oggi, infatti gli ex Sel, ora nel Pd, Sergio Boccadutri, Titti Di Salvo, Luigi Lacquaniti, Fabio Lavagno, Gennaro Migliore, Martina Nardi, Ileana Piazzoni, Nazzareno Pilozzi, Alessandro Zan hanno presentato un contro-documento a sostengo del ddl Cirinnà: “L’Italia è ormai un caso: è rimasto il fanalino di coda in Europa sul tema dei diritti civili. Noi abbiamo scelto convintamente di sostenere il governo nella sua azione innovativa e riformatrice, decidendo di essere protagonisti, e non più spettatori, di un cambiamento necessario per far uscire l`italia dall`immobilismo. Il testo sulle unioni civili che è in discussione al Senato è quello che va approvato, senza ridiscutere punti già frutto di una mediazione. Infatti, con l’estensione della stepchild, già prevista per le coppie eterosessuali sposate si regolamenterebbe finalmente una situazione di fatto, già esistente ma del tutto priva di tutela, riconoscendo al bambino nato da una coppia formata da persone dello stesso sesso il diritto alla continuità affettiva con il secondo genitore”

La linea della segreteria del partito e del governo resta quella ripetuta più volte da Renzi, dai vicesegretari e dal presidente del Pd e dai vari ministri: arrivare in aula senza modificare ulteriormente il testo e soprattutto senza lo stralcio della stepchild adoption, lasciando però libertà di coscienza sul voto.

Nel pomeriggio Giuditta Pini ha chiesto che sia convocata al più presto una direzione sull’argomento. Infatti secondo la deputata Dem al “Senato c’è un problema di rappresentatività sui diritti. Reato di tortura, aggravante di omofobia, doppio cognome, identità biologica della madre, ius soli,sono alcune delle leggi che sono state approvate dalla Camera e da mesi o da anni sono bloccate in Senato, ed ora questo insopportabile tira e molla sul tema della stepchild adoption Per questo – continua la Pini – chiedo che venga convocata e svolta al più presto una direzione nazionale del Partito che definisca la posizione del Pd in materia di diritti civili. Ritengo infatti che una parte del Partito Democratico abbia bisogno di schiarirsi le idee ed una posizione ufficiale della direzione del Partito potrebbe certamente aiutare”.

E ora in Senato si pone la questione dei numeri, con i centristi da sempre compatti contro l’approvazione del testo sulle unioni civili e in particolare sulla stepchild adoption e con il gruppo di Forza Italia che ieri, dopo la riunione con Silvio Berlusconi, ha scelto la linea del no al ddl Cirinnà, anche se alcuni senatori più laici, come ad esempio Stefania Prestigiacomo, sarebbero disposti a votarla. E ovviamente sul testo possono convergere Sel e il Movimento 5 Stelle.

Ma secondo Verducci i numeri ci sono e anche all’interno del gruppo Pd in Senato “la stragrande maggioranza, nella riunione di martedì prossimo, si esprimerà per tenere il testo così com’è e cioè con la stepchild adoption”. “In tutti i Paesi europei nei quali è stata approvata una legge di unioni civili – e ormai sono la maggioranza – l’istituto è sempre collegato a quello della stepchild adoption e fanno sempre prevalere il punto di vista del bambino. E non è un caso, perché recepiscono un mutamento sociale che è avvenuto già da molto tempo. E ormai questa legge c’è praticamente in tutta Europa e l’Italia su questo tema è ancora molto indietro”.

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