Rajoy ha giurato da primo ministro, ora tre giorni per il governo di minoranza

Spagna
epa05610913 Spanish Prime Minister, Mariano Rajoy, takes the oath of office during in front of Spain's King Felipe VI (unseen) during a ceremony held at the Palace of La Zarzuela in Madrid, Spain, 31 October 2016.  Reports state that the swearing-in ceremony took place two days after Rajoy won the investiture vote held in the Parliament's Lower Chamber thanks to PSOE's abstention.  EPA/CHEMA MOYA / POOL

Il leader dei popolari guiderà un governo che dovrà dialogare e siglare accordi con i partiti d’opposizione

Trecentoquattordici giorni dopo le elezioni dello scorso dicembre che decretarono la sostanziale ingovernabilità del Paese, la Spagna ha di nuovo un primo ministro in carica. Mariano Rajoy ha giurato di fronte al re Felipe VI, dopo che sabato ha ottenuto l’investitura in Parlamento grazie alla decisiva astensione di un Psoe sull’orlo di una crisi di nervi (e di un’emorragia di voti) senza precedenti. Il leader dei popolari guiderà un governo di minoranza e dovrà dialogare e siglare accordi con i partiti d’opposizione.

Con il giuramento, Rajoy, 61 anni, avvia così un secondo mandato da premier spagnolo che lo vedrà sino a mercoledì impegnato a formare il nuovo governo. Il leader del Partito popolare ha annunciato infatti che dedicherà tre giorni alla scelta dei ministri, per mettere assieme una squadra che si ritroverà a lavorare in un contesto molto diverso rispetto a quello del primo esecutivo diretto da Rajoy tra il 2011 e il 2015.

Il Pp disponeva infatti di una maggioranza assoluta al Congresso dei deputati, mentre ora si ritrova con 137 eletti s 350, e ogni riforma sarà inevitabilmente materia di negoziato con i centristi di Ciudadanos (32 seggi) e altre formazioni, dai nazionalisti baschi e catalani, ai socialisti.

Secondo un alto funzionario del Pp, Rajoy non ha lasciato filtrare nulla sulle sue intenzioni. E’ probabile che vi siano dei cambiamenti- motivati da raggiunta età pensionabile, – in particolare agli Interni, dove potrebbe non essere confermato il controverso Jorge Fernandez Diaz, particolarmente inviso agli indipendentisti catalani. E’ dato per probabile anche un cambio di guardia alla Difesa, con l’addio di Pedro Morenes, e agli Esteri sino ad oggi diretti da José Manuel Garcia Margallo.

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