Raineri: “Per la Raggi e il suo ‘sistema ombra’ ero un nemico da abbattere”

M5S
Il capo di gabinetto del sindaco di Roma Virginia Raggi, Carla Romana Raineri, in un fermo immagine da un video su YouTube, 13 agosto 2016. ANSA / YOUTUBE

“Raggi aveva concepito una segreteria particolare che era in realtà il ‘vero Gabinetto’ del sindaco”

“La verità è che ero ‘scomoda’, avvertita come un corpo estraneo, come un nemico da abbattere”. Così, in un’intervista a Repubblica, Carla Raineri, magistrato di Corte d’Appello, ex capo di gabinetto di Virginia Raggi, dopo che il sindaco della capitale ieri ha fatto il suo nome davanti alla commissione Ecomafie. Raggi ha detto che fu un colloquio con Raineri a rassicurarla sul fatto che il reato contestato all’assessora Muraro era “generico”.

“Da magistrato – replica Raineri – non comprendo il senso dell’espressione ‘reato generico’. Muraro venne da me a chiedere un parere sulla sua situazione. Mi disse che aveva saputo di essere indagata e che voleva valutare l’opportunità di andare a parlare con il pm per caldeggiare l’archiviazione. Io la sconsigliai. Ricordo di averle detto subito: ‘A Milano queste cose non si fanno’. Quindi aggiunsi che si trattava di una mossa controproducente. Se dopo averla ascoltata il pm non avesse archiviato, questo avrebbe aggravato la sua posizione. Al colloquio era presente la sindaca”.

Nel corso di un’altra intervista, rilasciata al Corriere della Sera, Raineri spiega di essersi dimessa “perchè non vi erano le condizioni per svolgere il ruolo per il quale” era stata autorizzata dal Csm. “Raggi – prosegue – aveva concepito una segreteria particolare che era in realtà il ‘vero Gabinetto’ del sindaco, a capo della quale ha posto Salvatore Romeo che era in realtà il ‘vero capo di Gabinetto’. Ed ha conferito a questo soggetto, ex funzionario di VII livello, una specifica delega alle partecipate, attribuendogli di fatto il ruolo di ‘assessore ombra’ di Minenna”.

E Raffaele Marra aveva la qualifica di vice capo di Gabinetto “ma in quei 45 giorni non ho avuto mai il piacere di condividere con lui alcuna decisione: riferiva direttamente alla sindaco. Anche come ufficio mi sono trovata fisicamente collocata fra Romeo e Marra: e questa può dirsi la metafora della mia situazione in Campidoglio”.

Raineri rivela, inoltre, di non aver messo il visto sulla delibera di nomina di Romeo, “contrariamente a quanto dice Frongia”. Il magistrato afferma ancora che “in un duro confronto il 25 agosto” disse alla Raggi che se ne sarebbe andata “se le cose non fossero cambiate”. E il sindaco ha ritenuto “dopo 40 giorni dalla mia nomina di investire Cantone senza comunicarmelo, ponendo un finto quesito che suggeriva già una risposta. Mi convoca con urgenza alle 23 del 31 agosto alla presenza degli inseparabili Romeo e Marra. E’ del tutto evidente che è stata deliberatamente ordita una trama per minare la mia legittimazione. Ho quindi rassegnato dimissioni irrevocabili dopo il surreale colloquio con Raggi alle 11 di sera del 31 agosto”. E su Cantone aggiunge: “devo dire che il presidente dell’Anac ha agito con sorprendente rapidità”. Raineri annuncia, infine, che non impugnerà il parere, pur essendo convinta della sua “erroneità”.

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