Raid pro-Assad, provocazioni alla Turchia: che sta facendo la Russia in Siria?

Mondo
Un frame tratto da un video degli attacchi aerei in Siria della Russia contro obiettivi dell'Isis, Roma, 30 settembre 2015. ANSA/RT ARABIC ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Un raid dei Mig russi ha aperto la strada ad un’offensiva del regime di Assad contro i ribelli. Si moltiplicano le violazioni di spazio aereo turco. Ma non dovevano combattere l’Isis?

Prosegue l’escalation militare russa in Siria, non si spengono le polemiche. Dopo un’intensa ondata di raid di Mosca, l’esercito di Assad ha lanciato stamattina un’operazione di terra contro le aree controllate dai ribelli nel Rif di Hama, nella parte centrale del Paese, con la copertura aerea russa e dei jet del regime. Crescono dunque i dubbi sull’operazione russa, che, al momento, più che a indebolire l’Isis, sembra stia puntando a fiaccare la resistenza dei ribelli contro il regime. Secondo fonti militari turche, “la Russia ha condotto 57 operazioni aeree, di cui 55 contro l’opposizione moderata e solo 2 contro Daesh”

Nel frattempo, il ministero della Difesa di Mosca, su pressioni provenienti da Washington, fa sapere che potrebbe accogliere la proposta del Pentagono sul coordinamento nella lotta allo Stato islamico. Lo ha dichiarato il portavoce del dicastero, Igor Konashenkov, spiegando che la Russia ha valutato la proposta e che sono rimasti da discutere solo i dettagli tecnici. “In generale le proposte possono essere adottate. Bisogna solo definire alcuni dettagli tecnici che saranno discussi dai rappresentanti del ministero della Difesa russo e del Pentagono”.

Forse al Cremlino stanno cominciando a sorgere dei dubbi sulle reali possibilità di un’operazione in solitaria. Dubbi che serpeggiano anche nel mondo arabo. Secondo quanto scrive Sarkis Naoum in un editoriale apparso sul sito dell’emittente televisiva al Arabiya, “ben presto il Cremlino si renderà conto che la sconfitta dello Stato islamico richiede circa centomila soldati, sostenuti da aviazione militare, da missili, da artiglieria, e da carri armati. La Russia non potrà mai compiere questa missione da sola, soprattutto a causa dell’elevato costo finanziario, e per la difficile situazione economica interna del paese”.

Altro fronte caldo, per Mosca, è quello turco. Le numerose violazioni dello spazio aereo da parte dei Mig russi hanno provocato non poche irritazioni, non solo ad Ankara. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha respinto le giustificazioni del Cremilino e ribadito la gravità delle violazioni dello spazio aereo turco. “Nella giornata di lunedì otto jet turchi F-16 sono stati inseguiti da Mig-29 non identificati per 4 minuti e 30 secondi durante un volo di pattugliamento al confine con la Siria. Inoltre le batterie anti-aeree siriane hanno messo nel mirino i jet turchi per 4 minuti e 15 secondi”.

Oggi il primo ministro turco Ahmet Davutoglu, parlando di fronte a un gruppo di giornalisti, ha tenuto a chiarire che “non esiste alcun conflitto d’interessi con la Russia riguardo alla Siria, ma Mosca deve tenere nel debito conto la nostra preoccupazione sulla situazione. Con Mosca siamo amici e vicini, ma la Turchia non può ignorare i problemi di sicurezza dei nostri confini“.

Vedi anche

Altri articoli