Ragusa, vigili incatenati senza lavoro. Ma il M5S spende i soldi per altro

Cronache siciliane
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Si starebbe lavorando all’assunzione di un nuovo dirigente comunale ma non si assumono i tre agenti nonostante la carenza d’organico

“Ci rivolgeremo alle Autorità giudiziarie, i nostri avvocati sono già al lavoro”, così tuonano i tre agenti della Polizia municipale di Ragusa incatenatisi ai cancelli del Palazzo di Città, perché da tempo chiedono di esser assunti a tempo indeterminato. Una richiesta, la loro, confortata pure da una sentenza del Tar di Catania, che tutti sembrano ignorare. Ma veniamo ai fatti.

Queste tre persone, nel 2010, parteciparono ad una selezione che gli permise di entrare in una speciale graduatoria, grazie alla quale divennero agenti della Polizia Municipale di Ragusa. Secondo l’Amministrazione, però, i tre non raggiunsero il punteggio minimo che gli avrebbe permesso di diventare effettivi, un fatto contestato dal Tar. Comunque questo mancato raggiungimento del punteggio minimo li ha relegati in una sorta di sub categoria della Municipale e così, i tre, vengono utilizzati solamente nel periodo estivo, quando il carico di lavoro diventa straordinario. Infatti è il comandante del Corpo dei Vigili che richiede, in base alle esigenze del momento, di poter incrementare il proprio organico. Un organico, va detto, cronicamente insufficiente.

Ma l’Amministrazione pentastellata non ne vuol sapere. Si dispiace, si dispera, dice di non poter far nulla. Il compenso dei vigili è vincolato ai proventi delle multe, quindi in estrema sintesi: non c’è la disponibilità economica per assumerli.

Vero, verissimo, peccato però che solo il 50% di questi proventi sono destinati alla Polizia Municipale, mentre il restante va ripartito in altri capitoli di spesa e questo non per una legge nazionale o regionale, ma per una precisa scelta politica. La richiesta di questi tre agenti ci appare non solo legittima, ma sacrosanta se si pensa che l’Amministrazione comunale, durante tutto l’arco dell’anno, per sopperire alle carenze d’organico, usufruisce di un numero imprecisato di volontari a supporto degli agenti. Volontari, ovviamente, pagati dal Comune per un ammontare annuo che si aggira intorno ai 200 mila euro. Perché, ci viene da chiedere, spendere questa montagna di denaro pubblico per un servizio che è solo complementare a quello dei vigili urbani, quando esistono tre agenti, preparati e già formati, che potrebbero espletarlo nel miglior modo possibile?

Come se non bastasse, mentre i tre agenti si incatenavano ai cancelli del Municipio, l’Amministrazione Piccitto pubblicava una determina per la selezione di un dirigente, l’ennesimo, per la direzione del personale di Giunta a supporto degli organi di direzione politica. Un dirigente ossia un funzionario con uno stipendio di circa 100 mila euro annui.

Naturalmente in città è scoppiato il toto nomine. I requisiti richiesti infatti sono molto specifici, qualcuno addirittura dice troppo specifici, quasi cuciti su misura, e quindi chi potrebbe avere i titoli e l’esperienza per ricoprire questo ruolo in Città? L’attenzione di tutti si è subito concentrata su un certo dipendente, ormai giunto a fine carriera, che fu già dirigente, poi declassato dal Commissario straordinario circa tre anni fa. Se così fosse, potremmo dire che l’Amministrazione pentastellata ha deciso di fare un bel regalo a un suo dipendente, una sorta di premio alla carriera, garantendogli un cospicuo aumento di stipendio in questi suoi ultimi mesi di servizio, nonché una serena e ricchissima pensione?

A volte la storia è proprio beffarda, curiosa, ma sono le coincidenze, certi strani intrecci, che ce la fanno apparire così e quindi capita a volte che un’Amministrazione, mentre da un lato piange miseria, lasciando tre famiglie senza lavoro, dall’altro lato decide di premiare lautamente un suo dipendente senza una precisa motivazione.

Eppure eravamo convinti che un ente pubblico dovesse mirare al bene collettivo e non a quello del singolo, vuol dire che i tempi sono cambiati e noi fatichiamo, a differenza dei 5 Stelle, a metterci al passo coi tempi.

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