Ragusa, il consigliere grillino boccia il suo sindaco: “Meglio se non fa più nulla”

M5S
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La mancata presentazione del bilancio è solo l’ultimo guaio della giunta di Piccitto. E ora anche i suoi compagni cinquestelle sono stanchi del suo operato

Una nota dura, critica e impietosa. Succede a Ragusa, città amministrata dai pentastellati già balzata agli onori delle cronache per parecchi inciampi nella gestione amministrativa della cosa pubblica. Ma questa volta a descrivere il disastro a cinquestelle non sono gli avversari politici, ma gli stessi grillini in consiglio comunale.

Nel comune amministrato da Federico Piccitto, il tradimento delle promesse grilline fatte in campagna elettorale non è certo una novità. Tra gli ultimi casi, ricordiamo che a Ragusa c’è una giunta che non rispetta la parità di genere, ma anche l’episodio della consigliera (poi cacciata) che inneggia al fascismo e che dà degli ipocriti ai compagni di partito. Ma la lista è davvero lunga: dalla marcia indietro sulle trivelle e sulle royalties, alla vicenda Tasi  fino al ripensamento sulla decurtazione del 30% dei gettoni di presenza. E ancora l’aumento delle tasse e le dimissioni dell’assessore accusato di aver fatto assumere il marito e anche l’aumento degli stipendi (compresi gli arretrati) per sindaco e giunta (per adeguamento Istat, ci tengono a sottolineare).

Ora a denunciare questa lista di mancanze e promesse non mantenute è arrivata perfino una nota di un consigliere comunale dello stesso M5S, Dario Gulino: “Ci dicevano che correvamo verso il risanamento, sembra invece il passo del gambero se è vero che del bilancio non c’è ombra. Non è stato rispettato il termine del 30 aprile, non si fa nulla per mettere le cose a posto, incuranti del possibile commissariamento, si decide autonomamente per presentare il bilancio a luglio, sperando, forse, nella solita proroga che rimandi tutto a settembre quando i giochi saranno fatti e tutte le somme impegnate”.

Gulino attacca a testa bassa la giunta e il primo cittadino, suo compagno di partito, invitandolo esplicitamente a “limitarsi all’ordinaria amministrazione perché tra il non saper fare e il fare male, meglio non far nulla“. E parla di un “assessore protetto dai poteri forti” e “degli impegni del sindaco che, purtroppo, tante volte, abbiamo avuto modo di verificare non essere stati rispettati”. La bocciatura rivolta a Piccitto è netta e non lascia adito ad appelli, soprattutto per quanto riguarda la gestione economica: il comune è definito “la casa di dirigenti strapagati, di posizioni organizzative e di premi di produzione da grande azienda”.

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