Raggi vs Giachetti: il primo round va al candidato dem

Amministrative
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La candidata grillina nonostante i favori del pronostico appare nervosa e non chiarisce le sue posizioni. Il candidato dem la incalza su Olimpiadi e partecipate

Il primo faccia a faccia tra Raggi e Giachetti va in onda su “In mezz’Ora” e come prevedibile ci sono state scintille tra i due sin dalle prime battute. Il format è più aperto rispetto ai confronti di Sky e permette anche qualche “corpo a corpo” tra i due candidati.

Olimpiadi

La prima parte del confronto è caratterizzata dal dibattito sulla candidatura olimpica della Capitale. Giachetti parte subito forte, la sua posizione è chiara da mesi, e sostiene le ragioni del sì: “Porteranno 170 posti di lavoro, permetteranno di ristrutturare tante strutture esistenti in città e consentiranno di pensare in grande”.

La Raggi è in difficoltà, cerca di prendere tempo: “La decisione finale è a ottobre”. Come un pugile alle corde cerca di svincolarsi, ma Giachetti insiste e alla fine la candidata grillina ammette che il suo “è un no, per il momento”, aggiungendo che ha molti dubbi. Il candidato dem la incalza: “È giusto per un cittadino avere dubbi, ma un amministratore deve decidere, anche perché la macchina è già partita da tempo con una delibera del consiglio comunale”.

A queste sollecitazioni Virginia Raggi risponde che per risanare Roma non c’è bisogno di grandi eventi e che ci sono altre priorità, aggiungendo poi che “la manutenzione degli impianti sportivi va fatta a prescindere dall’assegnazione delle Olimpiadi” e che c’è da pensare alle buche e ai mezzi pubblici. Anche qui la risposta di Giachetti è stata puntuale: “Fare le Olimpiadi non vuol dire non occuparsi di Roma, le cose non sono in contrapposizione. Penso che le Olimpiadi siano anche emozioni. Bisogna ristrutturare impianti già esistenti e sono cose che rimangono a Roma”. Alla fine la candidata grillina è costretta ad ammettere che “le Olimpiadi possono essere una grande occasione di sviluppo, ma che al momento il suo è un no”.

Partecipate

Il secondo scontro tra i due è sulle partecipate, in particolar modo Ama, Atac e Acea. Sulle partecipate il duello è finito pari, entrambi hanno espresso l’esigenza di una riorganizzazione, con Giachetti che riconosce il prezioso lavoro di riorganizzazione del nuovo direttore generale Rettighieri. Anche su questo tema due svarioni per Virginia Raggi che accusa il candidato del centrosinistra di aver dichiarato che in “Atac, Ama e altre partecipate possono entrare i privati” e un Giachetti sorpreso che le chiedeva di fargli vedere dove aveva letto questa dichiarazione da lui mai pronunciata. E poi lo svarione sul C.I.F.,partecipata che doveva realizzare e promuovere il Centro Ingrosso Fiori di Roma e che la candidata grillina scambia per una società che doveva vendere piante e fiori.

Campi rom 

Sui campi rom entrambi i candidati sono d’accordo sul loro superamento e applicare la normativa europea. Sul tema Virginia Raggi non può non parlare di Buzzi e Carminati, sostenendo che se non si sono superati è stato solo per fare un favore a chi finanziava il Pd, un po’ il leitmotiv della campagna grillina.

Alla fine, secondo noi, questo faccia a faccia è stato vinto nettamente da Roberto Giachetti che si è dimostrato più preparato e sereno, al fronte di una Virginia Raggi apparsa nervosa e che sembra non gradisca i confronti dove gli avversari possono ribattere alle sue affermazioni.

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