Raggi e i rifiuti ingombranti. Un mistero che non c’è

Roma
Foto IPP/Raffaele Verderese
Roma 19/07/2016  
Commmorazione delle vittime dei bombardamenti della seconda guerra mondiale avvenuti nel quartiere di San Lorenzo il 19 luglio 1943, 
nella foto il sindaco Virginia Raggi

Ecco perchè il #FrigoGate è solo un diversivo. Come la questione dei gassificatori.

“Il servizio di ritiro dei rifiuti ingombranti è stato improvvisamente interrotto il 18 giugno, prima del secondo turno, il motivo non lo sa nessuno”. Lo ha affermato la sindaca di Roma, Virginia Raggi, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione antimafia. “Ci stiamo adoperando per riattivarlo, con una nuova gara – ha assicurato Raggi -. Vi sembra normale che il servizio venga interrotto? Non è una vicenda giornalistica, ma sostanziale”.

Eppure la questione non sembra particolarmente difficile da comprendere. Sul sito di Ama la spiegazione c’è: “La gara ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti “RiciclaCasa” non è andata a buon fine, in quanto la commissione valutatrice ha riscontrato l’inidoneità della documentazione presentata nelle due offerte ricevute“. L’azienda per i rifiuti di Roma, il 17 giugno scorso, quindi precisava: “Ama è già al lavoro per bandire al più presto una nuova gara, che permetta di riprendere nel minor tempo possibile l’erogazione del servizio, vista l’indisponibilità comunicata ieri dal precedente fornitore di proseguire la raccolta, nelle more dell’espletamento della gara stessa”.

Come ha scritto su Facebook, il deputato romano Marco Miccoli: “Il punto è che l’Ama da mesi ha sospeso il ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti e la Giunta Raggi, in quattro mesi, non è stata in grado di ripristinarlo”. Dello stesso pare anche la deputata del Partito democratico Lorenza Bonaccorsi che si chiede: “Altro che complotti, la sindaca Raggi dovrebbe spiegare perché in quattro mesi in Campidoglio non abbia fatto nulla per risolvere il problema, salvo poi lanciare quelle accuse tristemente comiche sulla cospirazione dei frigoriferi. La sindaca ieri non sapeva che l’Ama aveva interrotto il servizio da giugno, ogni dice che nessuno sa perché sia accaduto. Domani cosa racconterà?”

Nessun mistero, il #FrigoGate è solo un diversivo.

Come lo è la questione dei gassificatori. La Raggi, sempre in commissione antimafia accusa Renzi: “”Renzi considera un obiettivo strategico il gassificatore di Malagrotta, noi non abbiamo alcuna intenzione di utilizzarlo. Per noi la tecnologia degli inceneritori è vecchia e va abbandonata e chiediamo al Parlamento di smetterla di incentivare gli inceneritori e puntare su impianti alternativi”.

Un’accusa che il Pd rispedisce al mittente. “Invece di accusare il governo Renzi, la Sindaca di Roma cominci a governare il ciclo dei rifiuti”, lo ha scritto in una nota Maurizio Veloccia capogruppo Pd Municipio XI. “Nessuno vuole il gassificatore di Malagrotta” e chiarisce Veloccia questa è “una ipotesi che noi respingiamo con forza, ma per essere credibili in questa posizione i rifiuti devono essere tolti dalla strade e riciclati chiudendo il ciclo”. Un lavoro che in città non si sta facendo, persi fra accuse e complotti. Speriamo la Raggi lo comprenda presto.

 

Vedi anche

Altri articoli