Raggi rifiuta la logica dei 100 giorni: “Non sono perfetta in tutto”

M5S
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Virginia Raggi, in una intervista a Repubblica, fa il bilancio dei primi quattro mesi alla guida del Campidoglio

“Ho sempre rifiutato la logica dei 100 giorni perché questo ti spinge a dare solo una bella mano di bianco. Noi abbiamo arato un terreno e cominciato a seminare, le prime piantine si vedono già nascere”. Così Virginia Raggi, in una intervista a Repubblica, nella quale fa il bilancio dei primi quattro mesi alla guida del Campidoglio.

E aggiunge: “Anche se non sono stata perfetta in tutto, qualche sbavatura è stata necessaria per capire e migliorare. Vorrei avere più tempo per uscire e andare in giro per la città invece che stare riunita qui tutto il giorno”, “al mattino non vengo prestissimo, verso le 9,30-10. Prima devo portare mio figlio a scuola e poi c’è il traffico. Però resto fino a tardi, una notte ho dormito qui sul divanetto, ma ho chiesto che me ne trovino uno un po’ più lungo”.

E sulle polemiche per la presenza del figlio al suo insediamento aggiunge: “Mio figlio ha partecipato da lontano a tutta la campagna, ma non l’ho mai utilizzato. Diceva la mamma sta facendo una gara, poi però mi chiedeva: ‘Mamma ma quanto dura questa gara?’ Voleva venire perché sapeva che era un giorno importante ed è importante portarli sul posto di lavoro per far capire dove sono i genitori e perché arrivano tardi la sera. Si, lo riporterei”.

Poi spiega perché sale sui tetti del Campidoglio: “Ogni tanto bisogna essere soli per fare il punto, continuo a salire sul tetto e ci vado sempre perché è bellissimo. Comunque l’unico momento in cui ho pianto è quando mi sono affacciata per la prima volta al famoso balconcino che guarda i Fori, ho pianto perché ho realizzato che si cominciava davvero”.

Poi sulla diatriba su come declinare la sua carica spiega che chiamarla “sindaco o sindaca è indifferente, visti i problemi di Roma non mi sembra così importante e la cosa francamente non mi appassiona”. La cosa migliore fatta fino adesso? “Aver sbloccato le assunzioni delle precarie, abbiamo dato attuazione a una possibilità della legge Madia”.

Raggi spiega di avere tre obiettivi fondamentali, “trasporti, rifiuti e trasparenza” per i quali “ci vuole un po’ di tempo”. “La situazione dei trasporti – dice – è disastrosa e la prima urgenza è cominciare a garantire un servizio degno: mezzi così vecchi e usurati che non si possono riparare, per questo abbiamo preso 150 autobus nuovi in leasing. La Metro C, la più nuova, ha un problema di disallineamento dei binari che distrugge subito le ruote, qui bisogna fare lavori e manutenzione. I mini-autobus elettrici per il centro acquistati e mai usati, per problemi alle batterie e al telaio, non sono utilizzabili e vanno sostituiti, ma bisogna anche trovare chi ha sbagliato, colpire chi è responsabile di questo sfascio”.

Sui rifiuti, Raggi afferma: “Ho trovato una società che sembrava portata volutamente al collasso. Oggi Ama si occupa solo della parte più onerosa, quella della raccolta dei rifiuti, e paga dei privati per lavorazione, smaltimento e rivendita. Vogliamo chiudere il ciclo dei rifiuti, far sì che Ama si occupi di tutta la filiera e poi rimettere in funzione i due impianti di Salario e Rocca Cencia. A breve si ripartirà”. Per rafforzare la raccolta differenziata, Raggi annuncia “incentivi fiscali per tassare meno quegli esercizi che offrono prodotti alla spina e producono meno imballaggi. Per i grandi eventi daremo la priorità a chi ha punti ristoro con stoviglie lavabili o riutilizzabili”.

Sul caso dell’assessore all’Ambiente, Muraro, indagata per reati ambientali, Raggi sottolinea che si tratta di “reati ancora presunti” e di “non dare retta ai giornali”, “all’esito di questa disclosure – aggiunge – se e quando ci sarà, prenderemo una decisione”. Sul suo rapporto con Beppe Grillo, fa sapere: “Non so nulla del tagliando a gennaio, non mi sento sotto esame, con lui parlo di tanto in tanto, non costantemente”. Sul sindaco di Torino Chiara Appendino che ha firmato per la legalizzazione della Cannabis, Raggi afferma: “Non è un tema decisivo, io mi occupo d’altro”.

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