Raggi, quando il programma è un optional (e i cittadini lo notano)

M5S
Virginia Raggi, la candidata M5s a sindaco di Roma, nel corso di una iniziativa al Tufello, Roma, 5 marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

A Radio Anch’io incalzata dagli ascoltatori su rifiuti, trasporti, campi rom

Primi “intoppi” nell’offensiva della candidata 5 stelle al Campidoglio Virginia Raggi, peraltro sempre più sponsorizzata dai vertici del Movimento -ieri Grillo è arrivato a dire «se non vince la Raggi mi do fuoco in piazza, non capisco come una persona normale possa non votarla». Ospite ieri mattina di Radio Anch’io su Rai Radio 1, l’aspirante sindaco non viene rintuzzata dagli ascoltatori sui problemi concreti della città, poco trattati («del programma ci sono solo i titoli», le obiettano). E non va meglio quando il conduttore Giorgio Zanchini la incalza perché entri nei dettagli su traffico, rifiuti, campi rom. Tra le voci raccolte al mercato Trionfale molti dicono che potrebbero puntare su «un volto nuovo», già qui però si segnalano dubbi, uno su tutti che la candidata possa essere «telecomandata» da Grillo e Casaleggio.

La replica di Raggi è già pronta, «mi preoccuperei più di Renzi eterodiretto dalle banche». Gli ascoltatori non si accontentano, «questo è un tema da politica nazionale – nota Antonella da Milano -, perché non parla dell’amministrazione della città?». È lo stesso appunto di un altro ascoltare dopo l’annuncio dell’aspirante sindaco di una «lotta agli sprechi» per affrontare l’enorme debito pubblico capitolino: Francesco giudica l’avvocato «troppo generica, quali interessi verranno intaccati?». Zanchini peraltro aveva già sollecitato Raggi a spiegare quali provvedimenti «impopolari» dovrà prendere il prossimo primo cittadino di Roma, perché – come osserva una delle voci al mercato – «anche loro al governo dovranno scontentare qualcuno», poi il giornalista tocca i nodi Atac e Ama. Qui l’unica certezza è che Raggi rimuoverebbe gli attuali vertici, «chi sbaglia se ne va», su come risollevare la disastratissima azienda pubblica dei trasporti non si va oltre una ricetta standard, ovvero taglio dei costi su consulenze e appalti insieme a un recupero delle entrate mancate causa “portoghesi“.

La notazione del conduttore è illuminante, «è quello che hanno promesso tutti i sindaci prima di lei, perché questa volta dovrebbe essere diverso? A Parma e Livorno il Movimento non è riuscito a mantenere le promesse sugli inceneritori», Raggi ribatte assicurando che Pizzarotti a Parma «non ha potuto spegnerlo per via di una convenzione che non dipende solo dal Comune, ma non conferisce nulla all’impianto». In realtà i rifiuti indifferenziati cittadini finiscono proprio lì, è vero invece che la giunta grillina cerca di ridurne al massimo la quantità. Una differenza non da poco, rileva la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera Alessia Morani: «Dopo la Acea, la Iren. Quando parla di municipalizzate, la Raggi conferma la sua preoccupante tendenza all’improvvisazione». Sui campi rom poi la sorpresa, «la linea ce la dà la Ue», ovvero uno dei bersagli polemici abitauli del M5s, «ci vuole un superamento graduale dei campi con un censimento».

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