Raggi pesca a destra: nominato Marra, ex braccio destro di Alemanno

M5S
La candidata M5S a sindaco di Roma, Virginia Raggi, durante la chiusura della campagna elettorale in piazza del Popolo, Roma, 03 giugno 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Via libera per Daniele Frongia come capo di gabinetto, ma dovrà cedere una parte dei suoi poteri all’uomo vicinissimo all’ex sindaco del Pdl

Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha firmato ieri sera un’ordinanza per la convocazione della prima seduta dell’assemblea capitolina per il 7 luglio. In quell’occasione il primo cittadino annuncerà la sua giunta al completo.

Un puzzle, quello della giunta, che ha creato non pochi problemi alla neoeletta. Nonostante le promesse in campagna elettorale di renderla pubblica prima del voto, la squadra capitolina chiamata ad affiancarla avviene alla “vecchia maniera”. Nessuno streaming e consultazioni private che si svolgono non in Campidoglio ma al comitato elettorale.

Intanto fanno già discutere alcune nomine: come quella del braccio destro Daniele Frongia a capo del suo gabinetto in Campidoglio.  I due erano colleghi di Movimento fra i banchi dell’opposizione alla giunta Marino, ma poi si sono fronteggiati durante le comunarie: fino a quando il passo indietro di Frongia ha di fatto accelerato la corsa dell’avvocatessa nella consultazione online. Ora Frongia occuperà un ruolo centrale nella macchina amministrativa e organizzativa della Capitale.

“Oggi la sindaca Raggi ha nominato Daniele Frongia capo di gabinetto”, aveva annunciato una nota ufficiale spiegando che “la nomina è avvenuta dopo aver acquisito i pareri favorevoli, dai quali è emersa l’assenza di qualunque incompatibilità o inconferibilità allo svolgimento dell’incarico”.

Il primo scoglio era stata infatti l’interrogazione presentata dal senatore Andrea Augello al ministro Madia che rammentava come la legge Severino vieti ai politici di assumere la dirigenza in istituzioni ed enti pubblici. E Daniele Frongia, nella scorsa consiliatura, è stato per l’appunto consigliere capitolino.

Scrive Augello: “Il giovanotto, consigliere uscente ed entrante del Movimento Cinquestelle, vuole allegramente congedarsi dai suoi elettori che ingenuamente lo hanno votato, mollando il gettone del consiglio in favore di un ben più remunerativo incarico di 180.000 euro l’anno, graziosamente elargito dal sindaco”. 

Lo staff dichiara di aver chiesto un parere preventivo all’Autorità anticorruzione e all’avvocatura del Campidoglio, le quali hanno dichiarato che nulla osta al nome di Frongia: “Altrimenti non sarebbe partita la richiesta di nomina”, si precisa.

Comunque per bypassare i vincoli della legge Severino, Frongia non avrà né poteri di spesa né di firma sugli atti dell’amministrazione con rilevanza esterna.

Al suo posto l’onere di firmare tali provvedimenti sarà affidato a Raffaele Marra: classe ’72, ex ufficiale della Guardia di Finanza fra i più fidati uomini di Alemanno, col quale ha lavorato fin da quando l’ex sindaco era ministro dell’Agricoltura.

Un nome che ha scatenato immediatamente le polemiche. Il senatore del Pd, ed ex assessore a Roma, Stefano Esposito commenta: “E questa sarebbe la banda degli onesti in Campidoglio: un ex fedelissimo di Alemanno e Polverini, ex assessori di Marino, i soliti fedelissimi del cerchio magico di Di Maio. Ecco a voi il nuovo che avanza”.

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