Raggi “leninista”: a Roma più che la Giunta deciderà lo staff del partito

M5S
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Un “caminetto” rappresentativo di tutte le “correnti” del M5S dirà l’ultima parola

“Il codice etico del Movimento 5 Stelle sottoscritto dai candidati a Roma prevede che in caso di elezione a sindaco mi debba coordinare con la Giunta e, per le questioni giuridicamente complesse, con il supporto di uno staff coordinato dai garanti del Movimento. I membri di questo ‘staff’, di cui tutti finora hanno parlato a sproposito, sono i parlamentari, gli europarlamentari e i consiglieri in Regione Lazio con cui da sempre ci coordiniamo”.

La candidata sindaco di Roma del M5s Virginia Raggi sul blog di Beppe Grillo e su Facebook presenta i componenti dello staff che saranno: Roberta Lombardi, portavoce alla Camera, Paola Taverna, portavoce al Senato, Fabio Massimo Castaldo, portavoce al parlamento europeo, Gianluca Perilli Portavoce M5S Consiglio Regionale del Lazio.

“Roma ha bisogno di tutti i livelli istituzionali per essere governata al meglio – commenta Raggi – Questo staff, unico nel suo genere, sarà un’altra risorsa del Movimento 5 Stelle che farà la differenza e ci metterà nelle condizioni di superare le difficoltà gestionali e burocratiche a cui la mala politica ci ha sottoposto per decenni. Tutti insieme: cittadini, attivisti, portavoce e staff uniti per cambiare Roma”.

Lo “sproposito” a cui la Raggi si riferisce è quello delle critiche per il contratto con la Casaleggio Associati che minerebbe direttamente l’autonomia della candidata e sul quale è stato anche presentato un ricorso.

Insomma, nel Movimento 5 Stelle il vero tema in primo piano è ancora quello della disciplina interna: a Roma come nel resto d’Italia. Dopo il caso Pizzarotti  e la proposta di Beppe Grillo di un algoritmo per le espulsioni, nella Capitale la presentazione dello staff con cui la telegenica Raggi dovrà coordinarsi sulle “questioni giuridicamente complesse” (praticamente su tutto se si parla della gestione di Roma), non fanno che alimentare il sospetto di una candidata sindaco telecomandato.

Il timore è che la Raggi non renderà conto ai cittadini romani, come è compito di ogni amministratore, ma alla Casaleggio Associati, tramite il filtro dello Staff. Con buona pace di chi pensava che a guidare politicamente Roma debba essere la squadra di governo messa in campo dal sindaco. Così mentre il candidato Pd Giachetti presenta in anticipo il team con cui amministrerà la capitale in caso di vittoria, il M5S pare subordinare il ruolo della giunta ad un organismo politico di partito: praticamente torna in auge il “caminetto” tanto caro alle dinamiche della vecchia politica. In ogni caso, una torsione “leninista” che dà il primato al partito.

Che sia un modo per accontentare le correnti interne che a Roma sono in minoranza? Sospetto legittimo, dato che nello staff spicca più di altri il nome di Roberta Lombardi, referente romana che ha sostenuto Marcello De Vito, lo sconfitto dall’avvocatessa.

 

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