Virginia Raggi insulta gli elettori in stile Berlusconi

M5S
Virginia Raggi, una dei 6 candidati a sindaco di Roma in gara alle 'Comunarie', durante un incontro del Movimento 5 Stelle, Roma, 22 febbraio 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Per la candidata grillina i cittadini “se voteranno ancora questi partiti saranno complici dell’ennesimo scempio”

A Silvio Berlusconi, nel 2006, la battuta non portò affatto bene visto che a vincere le elezioni politiche fu l’Unione e a Palazzo Chigi tornò Romano Prodi. E se per Berlusconi gli italiani che avrebbero votato centrosinistra erano «coglioni», per la candidata sindaco di Roma del Movimento 5 Virginia Raggi gli elettori della Capitale che il 5 giugno non sceglieranno il Movimento saranno «complici».

«Se decideranno ancora una volta di preferire questi partiti – le sue parole – si renderanno complici dell’ennesimo scempio di Roma. Interessi ce ne sono nel continuare a votare i partiti tradizionali, siamo nella città dei ministeri – ha aggiunto Raggi -. Rassegnazione anche, perché per anni la politica ha allontanato i cittadini. Noi vogliamo risvegliare la loro coscienza e cambiare le cose». Dopo essere corsa a Milano per incontrare Davide Casaleggio negli uffici della Casaleggio Associati («Abbiamo parlato della campagna elettorale», ha spiegato) ieri la candidata del Movimento è corsa ad omaggiare Beppe Grillo, a Roma per il suo spettacolo teatrale, alla vigilia dell’inizio ufficiale della sua campagna elettorale che sarà inaugurata domenica con una maxi-pedalata da piazza del Popolo alle Fosse Ardeatine.

Una iniziativa a cui, contrariamente alle indiscrezioni che si erano diffuse dopo una risposta vaga della Raggi, non parteciperà Beppe Grillo. «Abbiamo parlato del suo spettacolo», ha scherzato con i cronisti la candidata del Movimento che è rimasta a pranzo con il comico nel solito hotel che ospita le trasferte romane di Grillo. E se il leader dei 5 stelle ha dribbalto i cronisti rifugiandosi, fra urla e salti nella hall dell’hotel, l’avvocatessa trentasettenne non ha lesinato sulle dichiarazioni e le accuse ai suoi avversari nella corsa per il Campidoglio. A partire da Roberto Giacchetti: «È la nuova faccia del vecchio – ha detto – , si presenta come nuovo, ma è figlio del Pd, è stato segretario comunale della Margherita. Tutte queste persone hanno distrutto Roma e ora pretendono di salvarla».

Ironie sulla scelta di far “certificare” le liste dall’Antimafia: «Siamo contenti che ci segua, hanno capito che mettere dei paletti all’entrata non è male. Però chi è entrato prima dovrebbe essere cacciato, hanno il Parlamento pieno di gente con problemi con la giustizia, e sono quelli che stanno anche riscrivendo la Costituzione. Noi – ha proseguito – abbiamo già fatto, abbiamo sempre chiesto il certificato dei carichi pendenti e il casellario giudiziario – ha aggiunto Raggi – Se l’Antimafia ora vuole valutare le liste, per noi ben venga». Liste che il M5S ha ufficializzato proprio ieri online. «L’ordine in lista è dato dal numero delle preferenze prese alle Comunarie online – ha spiegato Raggi – per noi non esistono le liste bloccate».

Primo nell’elenco è Marcello De Vito, secondo alle primarie web e candidato sindaco nel 2013. Ma la Raggi ne ha anche per Giorgia Meloni. «Lei e il centrodestra stanno facendo un balletto vergognoso sulle teste dei romani – ha attaccato – Continuano a parlare di poltrone, di chi è il candidato migliore, però proposte non ce ne sono. Giorgia Meloni è la figura di Salvini a Roma, ma è stata anche il referente di Berlusconi, al governo come ministro, è stata con Alemanno quando ha governato Roma». Dopo il pranzo con Grillo, la giornata della Raggi è proseguita alla Camera per un incontro con i parlamentari romani. Si è parlato anche di una eventuale giunta? «Nomi non ne faccio – dice Raggi -, spero di presentarne una parte prima delle elezioni».

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