Raggi di luna calante (seconda puntata)

Roma
New Rome's Mayor Virginia Raggi reacts, while she appearing on a balcony, during the settlement ceremony at Campidoglio Palace (the town hall) in Rome, Italy, 23 June 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Non è passato giorno senza una polemica sull’assessore Muraro

Eccoci alla seconda puntata della soap opera “Raggi di luna calante” che ha per protagonista la sindaca di Roma e per soggetto le peripezia della sua Giunta. La sceneggiatura è in larga parte ancora da scrivere ma dalle prime scene si è capito che la vicenda è oltremodo interessante. Persino venata di giallo: riuscirà la nostra sindaca a restare in sella per 4 anni? 

Nella scorsa puntata avevamo rapidamente passato in sequenza le tappe di una falsa partenza, da quella notte del 19 giugno in cui venne eletta fino ai primi passi falsi, prima sulle nomine e poi sul caso-rifiuti.

In questa settimana la brutta storia dei rifiuti (“monnezzopoli”) ha messo a dura prova il governo della Raggi, complicato soprattutto dall’atteggiamento dell’assessora all’ambiente Paola Muraro, che si è chiusa a riccio malgrado le notizie su un suo conflitto politico fra la sua attività di ex consulente dell’Ama e l’attuale ruolo di assessore.

Conflitto politico, e non giudiziario, precisiamo. Il problema giudiziario della Muraro è semmai un altro: aver dato parere positivo sull’impianto di Rocca Cencia oggi sotto inchiesta.

Poi c’è il risvolto politico. L’inerzia della Giunta Raggi, soprattutto dinanzi all’emergenza rifiuti, suscita le prese di distanza da destra e da sinistra, una vera e propria fuga da Virginia. E persino fra i grillini sembra emergere qualche fastidio: molti sono pronti a scommettere – lo ha scritto Il Messaggero – che proprio il M5S chiederà le dimissioni della Muraro.

Ma il punto più serio è ancora un altro: e consiste nel felpato “ritorno” in Ama di personaggi legati all’éra Alemanno, quando la Muraro era consulente dell’azienda. E’ un fenomeno denunciato con nomi e cognomi da Matteo Orfini.

Poi, mentre è giusto segnalare la richiesta di archiviazione della Raggi da parte della Procura di Roma per la vicenda delle consulenze non denunciate, si è notata un’altra gaffe della sindaca su un presunto pagamento del Comune di un viaggio a Rio de Janiero, e soprattutto la clamorosa figuraccia scoperta dal Corriere della Sera: per il primo discorso da sindaco, Virginia ha copiato e incollato interi brani!

Il Pd incalza la sindaca e la Muraro (qui l’intervista di Stefano Esposito a Claudia Fusani). Sul nostro sito interviene Luca Di Bartolomei che richiama il Pd a non limitarsi alla denuncia ma ad avanzare sue proposte.

Venerdì scorso poi – e torniamo alla Muraro – i giornali pubblicano la notizia di una telefonata del settembre 2013 fra la stessa Muraro e Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative al centro di Mafia Capitale. Nulla di penalmente illecito. Ma sembrerebbe la riprova del fatto che all’epoca l’attuale assessora non era una semplice consulente ma una persona che aveva un preciso ruolo dirigente nell’Ama.

I giornali intanto fanno il loro mestiere e picchiano. Più o meno tutti mettono in luce che la luna di miele fra Virginia e i romani  (che secondo noi non è mai spuntata) comunque è durata pochissimo. Lo scrivono anche all’estero, come ha fatto Le Monde. Ci si mette anche il Financial Times, in un pezzo assai critico.

Vogliamo ripeterlo: nessuno è così sciocco da ritenere che in un mese e mezzo (la Raggi vinse il 19 giugno) si potesse ripulire Roma, far andare i mezzi pubblici, snellire il traffico. Ma un segno, anche piccolo, di buongoverno poteva e doveva esser dato. Invece, zero.

Alla prossima puntata!

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