Raggi di luna calante. La gatta sul tetto che scotta (ottava puntata)

Raggi calanti
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Ancora giorni tormentati, e lei alterna euforia a momenti più bui

Un giorno, quando si scriverà la storia del governo capitolino di Virginia Raggi, bisognerà cercare di mettere in luce brandelli della psicologia della sindaca. Ora è troppo presto per farlo. Sembra che lei alterni momenti di grande ottimismo e fiducia, persino euforia (il famoso ballo di Palermo)  

ad altri di sconforto, anzi, di ricerca di solidarietà ma insieme anche di riflessione su se stessa: bisogna affidarsi alle immagini, per capirci qualcosa. Anche perché la comunicativa – niente di male eh – non è il suo forte.

Un esempio? Eccola,Virginia, colta dall’obiettivo venerdì mattina, sul tetto del Campidoglio, atteggiamento un po’ sessantottino, forse malinconica, chi lo sa, sempre all’erta come una gatta. Già, La gatta sul tetto che scotta, grande pièce di Tennessee Williams, immortalata nel film con Elisabeth Taylor e Paul Newman – una fantastica coppia tutta nervi e occhi chiari.

La “gatta Virginia” freme perché di fatto non riesce a partire, con tutti i rischi del caso. Intralciata dalle violente polemiche interne, che si allungano persino alla nomina (finalmente!) del nuovo assessore al Bilancio, Mazzillo, la sindaca ha praticamente ogni giorno “la gatta” ha una gatta da pelare: e se riesce dopo settimane e settimane a”chiudere” sull’assessorato ecco che ritorna come un boomerang impazzito l’opaca vicenda Muraro.

Mentre sullo sfondo resta un nascosto e misterioso braccio di ferro fra lei e la “vecchia guardia” del M5S, con Beppe Grillo e Davide Casaleggio che un giorno la lasciano fare e quello dopo la commissariano.

Chiusa fra le polemiche la partita delle Olimpiadi (qui l’intervista della coordinatrice del Comitato per Roma 2024 Diana Bianchedi), ogni tanto si apre qualche vicenda “strana”: come il taglio sui servizi per i disabili o questo “abbuono” di 25 milioni a Telecom (a proposito di poteri forti).

Nelle puntate precedenti (qui la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta, e la settima) abbiamo più volte affermato che Virginia Raggi ha il diritto e il dovere di andare avanti, perché Roma l’ha chiamata a governare e a questo compito non si può sottrarre. Magari le servirebbe un minimo di rapporto con la città, con un po’ di umiltà. Senza chiudersi, senza andare sui tetti.

 

 

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