Raggi di luna calante. Il primo crash (quinta puntata)

Raggi calanti
Virginia Raggi a Palazzo Valentini durante l'incontro ''Roma oltre la baraccopoli'', Roma 23 Marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

I giorni terribili delle dimissioni a catena

Dopo uno stop dovuto alla tragedia del terremoto, riprende la soap opera che ha per protagonista Virginia Raggi nella splendida location di Roma; e riprende con il primo vero grosso incidente politico, le dimissioni dell’assessore al Bilancio Marcello Minenna, del capo di Gabinetto Carla Raineri e a cascata dei vertici di Ama (l’azienda che si occupa dei rifiuti) e Atac (trasporto locale). A caldo, abbiamo tentato una prima analisi dello scontro interno al M5S.

A dire il vero qui non si fa in tempo a analizzare un fatto che ecco che ne subentra un altro. In questo caso, la notizia è che l’assessorato all’ambiente Paola Muraro è indagata. Al centro del lavoro dei Pm, la sua attività di super-consulente dell’Ama: operò secondo le leggi, la Muraro, nel caso della gestione di due impianti finiti da tempo sotto indagine? Di Paola Muraro parlò l’Unita (Claudia Fusani) settimane fa.

La lotta politica nel Movimento, ben al riparo dalle luci e della trasparenza, in settimana aveva già scodellato un inatteso antipasto con la lettera aperta della sorella del presidente del consiglio comunale De Vito, Francesca, cui non ha risposto nessuno. Le notizie più “politiche erano però altre due: il balbettamento sulle Olimpiadi – ancora non si capisce quale sia la posizione defintiva della giunta – e il caos Atac, con i promessi 18 milioni per un primo risanamento della metropolitana mai arrivati.

Poi la situazione precipita giovedì 1 settembre. Non sembra di essere davanti solo ad uno scontro interno di partito, quanto ad un contrasto di potere fra un pezzo di M5S e interessi opachi che la Raggi sta traghettando al governo di Roma. La spiegazione di Matteo Orfini in una nostra intervista.

Si moltiplicano i commenti sui giornali. Che succede al M5S? E’ già finita l’età dell’innocenza. Ecco tre articoli che abbiamo scelto. Il primo è di Massimo Giannini, tornato a scrivere su Repubblica. Il secondo pezzo è uscita sull’Unità, ed è firmato da Carmine Fotia. Il terzo pezzo è sul nostro sito, è Il Fattone di Fabrizio Rondolino.

Il silenzio della Raggi nelle ore del trambusto politico è abbastanza assordante. Le cronache raccontano che lei alterni momenti di sconforto (il pianto raccontato dai giornali) e momenti di decisionismo e assunzione di responsabilità, in questo confortata anche dall’uomo forte del M5S Luigi Di Maio. E la base? La base comincia a interrogarsi.

La sindaca sceglie di sacrificare il discusso ex alemanniano Raffaele Marra, vicecapo di gabinetto, obbedendo al diktat di Di Maio. Una sconfitta della Raggi che però le consentirebbe di riprendere le redini del gioco,in un certo senso “facendo pace” con il M5S di Roma.

Virginia deve sperare che le acque si calmino, soprattutto nel fronte interno del Movimento, per ripartire con l’azione di governo. Ripartire? Diciamo meglio: partire. Perché finora di iniziative non se n’è vista nessuna. Alla prossima puntata.

 

 

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