Raggi-Appendino: il M5S studia una strategia parallela

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Virginia Raggi e Chiara Appendino hanno fatto il punto con i vertici pentastellati in vista del ballottaggio del 19 giugno

Analizzano i dati, pensano ai ballottaggi e riaccendono i motori per una campagna elettorale senza esclusione di colpi. Mentre Beppe Grillo festeggia sul suo blog citando la rassegna stampa estera (“Il mondo ci guarda! Tutti i giornali del mondo hanno riportato notizia del risultato storico a Roma”) i Cinquestelle si concentrano su Virginia Raggi e Chiara Appendino che hanno fatto al Senato il punto per coordinarsi in vista del ballottaggio del 19 giugno.

Obiettivo della riunione: condividere per quanto possibile la strategia da mettere in campo. Secondo quanto trapelato, all’appuntamento a Palazzo Madama tra l’avvocatessa romana e la manager torinese – collegata via Skype – erano presenti anche alcuni parlamentari cinquestelle e i responsabili della comunicazione del movimento al Senato e alla Camera, Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi. Per smentire la notizia di aver preso parte di persona alla riunione romana, la Appendino, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook la foto di una riunione in un appartamento con un gruppo di lavoro della città della Mole.

Secondo quanto si apprende sarebbe comunque interesse per entrambe “ottimizzare le soluzioni” su temi come le politiche sociali e la sicurezza per rendere più solidali e sicure le città che puntano a governare. Raggi al ballottaggio a Roma parte con un vantaggio di oltre 10 punti percentuali, Appendino a Torino con un ritardo di circa 11 punti. In entrambe le metropoli gli avversari delle due giovani figure emergenti M5S sono esponenti del Pd, Roberto Giachetti e Piero Fassino.

La strategia parallela Raggi-Appendino verrà comunque definita meglio nei prossimi giorni, ma secondo quanto trapela la candidata a sindaco di Roma potrebbe accettare altri confronti con Giachetti oltre a quello già fissato del 15 sera in diretta su Sky. “Come volevasi dimostrare, la Raggi e Appendino arrivano al Senato a farsi dare la linea dallo staff e dal Direttorio del M5S. Mi auguro che i cittadini torinesi e soprattutto i romani il 19 giugno si pongano questa domanda: per chi voto? Per qualcuno che si occuperà della mia città o per la Casaleggio & co?”, punge dal Pd il senatore Pd Raffaele Ranucci.

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