Radio Padania non molla, “alla faccia dei gufi del Giornale di Berlusconi”

Lega
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Il direttore Morelli: “Andremo avanti grazie ai nostri militanti”

Non chiude, Radio Padania, non chiude grazie all'”azionariato popolare” (non formale ma sostanziale) che i redattori e il direttore, Alessandro Morelli, intendono creare. Chiuso il giornale leghista La Padania, versa ora in cattive acque la radio.

Punta di lancia della propaganda leghista, “culla” di Matteo Salvini che ne fu anche il direttore e che appena può si precipita negli studi per lunghi fili diretti con la base, Radio Padania vive una crisi serissima che ha varie cause ma soprattutto una: la graduale e inesorabile fine dei contributi pubblici. “Per fortuna – ci dice Morelli – abbiamo tantissimi ‘editori diffusi’, per noi è una nuova sfida, saremo persino più liberi”. E aggiunge: “Noi continueremo a trasmettere, ad andare avanti, alla faccia di un sacco di gufi, come Il Giornale di Berlusconi. Speriamo che Unità.tv non faccia lo stesso…”. No, non c’è mai da festeggiare quando un organo di informazione chiude.

Andiamo allora a vederlo, Il Giornale, che titola oggi “Salvini archivia Radio Padania” e scrive del “rosso” di quasi un milione di euro dell’emittente dovuto “a una gestione non troppo oculata negli anni delle vacche grasse”, rimettendo la questione tutta nelle mani del leader del Carroccio (“E’ a lui che adesso tocca sbrogliare la vicenda”).

Certo, la situazione finanziaria è pesante. Le spese ci sono. Lo Stato non aiuta più. O Salvini ci investe politicamente o è dura.

Morelli non ci sta: “Salvini non chiude nulla. Radio Padania continuerà a essere una voce forte al Nord, un grande veicolo per la Lega”.

Ma non è che i forzisti stapperebbero qualche bottiglia se l’emittente chiudesse? A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, diceva uno che se ne intendeva…

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