La rabbia di Jacopo Fo: “Facile ora celebrarlo”. Fan, politici e artisti alla camera ardente

Cultura
Dario Fo accoglie i cittadini al teatro Piccolo di Milano dove e' stata allestita la camera ardente della moglie Franca Rame, Milano, 30 maggio 2013. 
Nobel prize Dario Fo receives condolences from Milancitizien at mortuary Piccolo teather in Milan,Italy, 30 May 2013, Italian actress Franca Rame, Dario Fo wife died yesterday, in Milan 29 May 2013 . ANSA/ MATTEO BAZZI

Sabato il funerale laico in piazza Duomo

E’ stata aperta questa mattina intorno alle 10 la camera ardente di Dario Fo nel foyer del Piccolo Teatro Strehler di Milano per l’ultimo saluto al Nobel, scomparso ieri all’ospedale Sacco all’età di 90 anni. Lì Fo a marzo aveva festeggiato il suo 90esimo compleanno e sempre lì, nel piazzale antistante il teatro nel maggio 2013 aveva dato l’addio alla compagna di una vita, Franca Rame.

Tra le personalità della politica, il primo ad arrivare è stato il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, il quale, con fascia tricolore indosso, ha lamentato come Milano abbia dato troppo poco al Premio Nobel. “Domani cercheremo di rimediare” con la grande cerimonia in piazza Duomo, ha assicurato.

Ieri il figlio Jacopo si era lasciato andare alla rabbia: “Sì, adesso sono tutti a celebrare Dario. Dopo una vita che han fatto di tutto per censurarlo e colpirlo in tutti i modi. Vaffanculo. Onore a Brunetta che ha detto che mio padre non gli è mai piaciuto” ha scritto ieri sera sul suo profilo Facebook Jacopo Fo, “e anche Milano che adesso lo celebra non gli ha mai voluto dare uno spazio”.

Tanti fan, diversi politici e artisti hanno reso omaggio all’artista.  Saluto istituzionale anche per il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e della senatrice Anna Finocchiaro (mentre il presidente della Repubblica ha inviato i corazzieri e l’unica corona di fiori). Tra i politici, protagonista la ‘triade’ del Movimento 5 Stelle, composta da Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Davide Casaleggio, che si è fermata a lungo a parlare col figlio di Fo, Jacopo, rivendicando con orgoglio la “vicinanza” del grande regista. Tra i personaggi dello spettacolo si sono visti l’attrice Giulia Lazzarini, Paolo Jannacci, figlio di Enzo, e Alessandro Bergonzoni.

“Qui non c’è lutto. Il lutto, per l’arte, e’ la mancanza di arte: Dario Fo continua a nascere”, ha affermato Bergonzoni. Seduto tra familiari e collaboratori anche il giornalista Gad Lerner. Molti i fan che sono arrivati alla spicciolata alla camera ardente, che è stata aperta alle 9,45 e non chiuderà prima di mezzanotte (per riaprire domani alle 8,30 fino alle 11, quando partirà il corteo verso piazza Duomo, dove, alle 12, si terrà una cerimonia laica).

Dario Fo si è spento ieri proprio nel giorno in cui è stato assegnato l’ambito Nobel per la letteratura a Bob DylanUn caso, o forse no, per l’ultimo premio Nobel italiano.

Il drammaturgo vinse l’onorificenza 19 anni fa, il 9 ottobre 1997. L’accademia svedese decise di assegnarlo proprio a lui con la seguente motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”. Quel giorno, Fo ricevette la notizia dall’ANSA, mentre era in macchina con Ambra Angiolini, durante le riprese del programma di Rai3 ‘Milano-Roma’.

ambra

La triste notizia della scomparsa del grande artista milanese è rimbalzata sui giornali e sulla rete e in tantissimi hanno scritto per dare il loro ultimo saluto e ricordo.

Ad esprimere cordoglio anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “La morte di Dario Fo addolora gli italiani. Con il suo genio creativo e con la sua incrollabile passione civile ha arricchito la cultura del nostro Paese, nella lunga stagione che va dal dopoguerra ai giorni nostri. Desidero esprimere al figlio Jacopo, ai familiari, ai conoscenti e agli amici la mia vicinanza, e insieme la condivisione di una memoria, che è parte della storia del teatro, della televisione, della letteratura”.

Anche Matteo Renzi in una nota ha scritto scrive: “Con Dario Fo l’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese. La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l’eredità di un grande italiano nel mondo. Ai suoi familiari il cordoglio mio personale e del governo italiano”.

Sconvolto anche il gruppo parlamentare del M5S:“La morte di Dario Fo priva il Paese di una grande voce critica, una guida civile e spirituale. Ma priva pure il M5S di un punto di riferimento fondamentale, un compagno di viaggio allegro, geniale e profondo. Esprimiamo il nostro cordoglio più sentito per la scomparsa del premio Nobel e la nostra vicinanza al figlio Jacopo e a tutti coloro che, come noi, volevano tanto bene al grande maestro”.

Ma il cordoglio è bipartisan, con qualche immancabile eccezione, come ha sottolineato il figlio. Ancora una volta Matteo Salvini cerca di distinguersi e su Facebook scrive: “È morto Dario Fo, bravo artista, una preghiera. Per lui io e i leghisti eravamo razzisti, egoisti, ignoranti? Vabbè, acqua passata, non porto rancore, doppia preghiera”. Anche Renato Brunetta capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a Radio Anch’io, non perdona: “Quando muore una persona, ovviamente, cordoglio. Però, nessuna ipocrisia. Dario Fo non mi era mai piaciuto, l’ho considerato sempre un uomo violentemente di parte, un uomo che violentemente ha diviso il Paese”.

 

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