Quell’intesa (non scritta) tra governo e Quirinale contro l’evasione fiscale

Governo
Il presidente della Repubblica Sergio Matterella con il premier Matteo Renzi a piazza Venezia, Roma 3 febbraio 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Già nelle prime settimane del 2016 potrebbero arrivare altre misure che andranno nella direzione auspicata da Mattarella

Una sfida lanciata al fisco, a quell’evasione fiscale che mangia opportunità di crescita, sopprime valori della società e penalizza (fin troppo) gli onesti. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno agli italiani punta il dito contro l’evasione fiscale, quel fenomeno “inaccettabile” che ogni anno nasconde allo Stato 120 miliardi di euro. Inaccettabile – ribadisce – anche perché un suo dimezzamento porterebbe tre punti di crescita alla nostra economia e ben 300mila posti di lavoro in più.

Parole, quelle del capo dello Stato, che non si discostano dalle priorità di Palazzo Chigi e da quanto realizzato finora dal governo: dal 730 precompilato alla Volontary Discolure, passando per il reverse charge in alcuni settori e per lo split payment che riguarda i pagamenti della pubblica amministrazione. Fino ad arrivare al canone Rai in bolletta. E poi c’è lo stop al turismo fiscale dei giganti del web. Soltanto l’accordo con cui la Apple ha sanato la propria posizione vale 318 miliardi di euro.

Nonostante le misure già realizzate, però, Palazzo Chigi è consapevole che la strada da percorrere per abbattere l’evasione è ancora molto lunga. Per questo, già nelle prime settimane del 2016 potrebbero arrivare altre misure che andranno nella direzione auspicata da Mattarella. Interventi basati soprattutto sull’idea di un fisco amico, su un rigoroso incrocio di informazioni, controlli mirati, software e banche dati, ma anche di incoraggiamento agli adempimenti spontanei. Mentre un meccanismo di contrasto d’interessi chiesto da Confindustria è già nei piani del governo, nei prossimi mesi potrebbero arrivare incentivi all’uso della moneta elettronica, magari introducendo la possibilità di detrarre l’Iva anche ai consumatori che pagano con carta di credito. A breve, invece, potrebbe arrivare la proroga di due mesi della Volontary disclosure, l’adesione volontaria per una regolarizzazione sul rientro dei capitali che fino ad oggi ha portato nelle casse dello stato oltre 4 miliardi di risorse.

Mattarella nel suo discorso ha parlato anche della ratio con cui abbassare le imposte: “Le tasse – ha sottolineato – sarebbero decisamente più basse se tutti le pagassero”. Una logica, anche questa, da sempre nelle preferenze del premier. Parole analoghe infatti sono comparse sul profilo di Facebook del presidente del Consiglio qualche settimana fa: “La verità – si leggeva a inizio dicembre nel post di Matteo Renzi – è che l’unico modo per abbassare le tasse (cioè pagare meno) è pagare tutti. Il giusto, ma tutti”. Sarà quindi anche da quei 122 miliardi di evasione fiscale che Palazzo Chigi troverà le risorse per mantenere la promessa fatta sulla massiccia riduzione delle tasse.

Anche sul criterio dunque, tra governo e Quirinale sembra esserci una visione comune su come affrontare le sfide del 2016.

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