Quelle manovre che rischiano di far slittare ancora il voto

Unioni civili
L'intervento del senatore Roberto Calderoli durante il seguito della discussione agli emendamenti del disegno di legge per la riforma della Costituzione al Senato, Roma, 2 ottobre 2015.       ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

Il primo voto di oggi sarà sull’emendamento Calderoli-Quagliariello che affosserebbe l’intero ddl

Non riprenderanno che nel pomeriggio i lavori in Senato sul ddl Cirinnà. In aula al momento si susseguono gli interventi per il giorno del ricordo. Solo nel pomeriggio si tornerà al testo sulle unioni civili, ma anticipato da una serie di incontri fondamentali per decidere come andare avanti.

Il confronto tra il Pd e Lega-Forza Italia è in stallo: al momento non si è raggiunto alcun accordo sugli emendamenti da ritirare tra gli oltre 6000 presentati dai due gruppi in Senato che oltretutto vogliono presentare un centinaio le richieste di votazione segreta sugli emendamenti (mentre Ncd ne presenterebbe altri 25). “I voti segreti non debbono essere a centinaia, e lo convenimmo coi capigruppo: tra i 10 e i 30″, ha detto Zanda. Al momento, quindi, resta anche l’emendamento canguro presentato dal dem Marcucci e che farebbe saltare molti degli emendamenti presentati da Lega e Forza Italia. Alle 16 ci sarà nuovo tentativo di mediazione con un incontro tra i capigruppo al Senato del Pd, di Forza Italia e della Lega.

Anche all’interno del Pd si continua a discutere: dopo l’ufficio di presidenza e l’assemblea del gruppo Pd, Zanda ha lasciato libertà di coscienza su tre emendamenti. Il primo, a prima firma Serigo-Lepri prevede l’affido rafforzato alla stepchild adoption, il secondo, di Cecilia Guerra che attribuisce l’adozione piena anche alle unioni civili tra persone dello stesso sesso e il terzo, presentato da Mattesini-Puglisi, introduce l’articolo 22 bis, con il titolo ‘dell’adozione in casi particolari’, dopo l’articolo 22 sui contratti di convivenza. L’assemblea del gruppo dei senatori pd ha preso atto della proposta di Zanda senza votarla, ma molti senatori cattolici non sarebbero soddisfatti e il senatore Lepri ha chiesto che sia lasciata libertà di coscienza su nove emendamenti (tutti cattodem).

Insomma, tra mancati accordi e tentativi di ostruzionismo, i lavori in aula stanno proseguendo molto lentamente e rischiano di arenarsi; in troppi stanno prendendo tempo per ulteriori confronti e mediazioni. Nel pomeriggio, i lavori si apriranno con l’intervento del ministro Orlando (previsto per ieri sera e poi slittato) e subito dopo l’aula inizierà a votare.

L’unico voto previsto per oggi è però la proposta Calderoli-Quagliariello per il “non passaggio agli articoli”. Se l’emendamento dovesse passare, il testo sulle unioni civili verrebbe interamente bocciato, rimandato in commissione e non potrebbe tornare in aula per almeno sei mesi. A decidere sul voto segreto sarà invece il presidente del Senato, Piero Grasso, il quale attende comunque la decisione sul numero finale di emendamenti ritirati.

Se si superasse il voto di oggi, comunque resterebbe solo la seduta di domani mattina per la discussione sugli emendamenti, mentre le votazioni “forti” partirebbero dalla settimana prossima. Il rischio è che il ddl Cirinnà venga quindi sospeso per calendarizzare il decreto Milleproroghe (in scadenza il 28 febbraio) che in questi giorni è alla Camera e tornare in aula per il voto non prima di marzo.

 

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