“Quel nudo distrae lo spettatore”. E Berlusconi censurò il Tiepolo

Cultura
berlusconi-tiepolo

L’infelice decisione del cerimoniale di impacchettare le statue dei musei capitolini in occasione della visita di Rohani non è, purtroppo, il primo episodio di censura dell’arte da parte della politica

L’infelice decisione di impacchettare le statue della Venere Esquilina e il Dioniso degli Horti Lamiani in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rohani non è, purtroppo, il primo episodio di “censura” applicata dalla politica ad alcune delle opere d’arte più significative della nostra civiltà.

E se in questo caso la decisione è stata presa per un eccesso di zelo dei due cerimoniali (italiano e iraniano) senza una precisa indicazione politica, il precedente più clamoroso risale al 2008 e riguarda proprio una precisa scelta dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L’ex Cavaliere censurò un dipinto maestoso di Giambattista Tiepolo, “La Verità svelata nel Tempo”, scelto da lui qualche giorno prima come sfondo alle spalle dei ministri, quando in conferenza stampa avrebbero riferito delle decisioni prese in Consiglio.

E così il seno perfettamente tondo della bella donna morbida e diafana al centro del quadro è scomparso, coperto da una macchia di colore chiaro. Un drappo, probabilmente nato dal lavoro di ritocco sull’immagine digitale. Un click e via anche l’ombelico Così, d’un tratto, nel nuovo pannello sulla parete dietro le spalle dei ministri, la Verità del Tiepolo si veste di una leggera tunica lattea, mai indossata prima d’ora.

La spiegazione dello staff di tecnici dell’immagine del presidente del Consiglio fu tragicomica: la mammella è scomparsa “a fin di bene”. La visione di quel seno “a volte inevitabilmente in evidenza in alcune riprese delle conferenze stampa” potrebbe urtare “la sensibilità di qualche spettatore”.

Vedi anche

Altri articoli