Quarto, i carabinieri perquisiscono casa e municipio. Woodcock: “Condotta del sindaco poco lineare”

M5S
Rosa Capuozzo del Movimento 5 stelle eletta sindaco di Quarto (Napoli), 15 giungo 2015.
ANSA /PRIMA PAGINA

Perquisizione per il sindaco Rosa Capuozzo, che non è indagata. Carabinieri alla ricerca di documenti

Dal silenzio imbarazzato all’ammissione del voto inquinato (che però non “è stato determinante”), dall’essere “parte lesa” alla richiesta “con fermezza” delle dimissioni del Sindaco grillino di Quarto Rosa Capuozzo. E’ un M5S in confusione quello che ieri sera dal blog di Beppe Grillo prende finalmente una posizione sul caso Quarto: Rosa Capuozzo, il sindaco che sarebbe stato eletto con i voti della camorra, deve dimettersi.
Il post pubblicato è arrivato dopo una giornata frenetica in cui la sindaca pentastellata ha tentato in tutti i modi a difendere il suo operato sia di fronte agli attivisti del movimento arrivati a Quarto per un flash-mob sia in un video fatto girare sui social. Un video messo su Facebook in cui senza filtri (e in stile “berlusconiano”) vuole  comunicare che lei a dimettersi non ci pensa proprio. “Non mi dimetto” continua a dire Rosa Capuozzo per tutto il giorno. “Valuterò, non ho ancora deciso se farlo” ripete ancora dopo il benservito che le arriva dallo Staff.
Tant’è che il video sembra più indirizzato al direttorio e al duo Grillo&Casaleggio che all’opinione pubblica.

La richiesta di un passo indietro era nell’aria ma la decisione è stata presa dopo l’attacco di Saviano: “Il consiglio di Quarto va sciolto, il balletto del sindaco rischia di diventare la sesta stella, però nera, una macchia indelebile”.
Per mantenere un minimo di coerenza Grillo nel post spiega che “la strada dell’onestà ha un prezzo. Il prezzo è dover essere, sempre, al di sopra di ogni sospetto”. “Noi non ci siamo piegati, non si è piegata Rosa Capuozzo” le concedono Grillo&Casaleggio che emettono la loro sentenza: “Noi siamo il M5S e l’esempio vale più di qualsiasi poltrona. Noi dobbiamo garantire il M5S tutto e per questa ragione chiediamo con fermezza a Rosa Capuozzo di dimettersi e far tornare ad elezioni Quarto”.
Eppure Rosa Capuozzo sembra non voler mollare: “Devo essere chiarissima: non c’è nessuna intenzione di dimettermi. Ho il sostegno di tutto il movimento, di tutti i cittadini di Quarto e le dimissioni non le ho prese in considerazione perché non ci sono i motivi”. E dopo la richiesta di un passo indietro raduna i consiglieri di maggioranza per decidere che fare.
Intanto la modalità e la tempistica con cui i 5 stelle hanno avanzato la richiesta scatena la reazioni e le accuse da parte di tutto il mondo politico. In particolare il Partito Democratico.
“Dopo aver cercato di nascondere e negare il fango di Quarto, Grillo, Casaleggio e il riapparso Di Maio sono costretti a guardare in faccia la realtà. Attacca in una nota Alessia Rotta della segreteria del Pd. “Il marcio era fuori? – aggiunge – la sensazione è che sia penetrato in profondità nei 5 stelle, che esistono solo in virtù della alchimie della Casaleggio associati. Alla prova, in ogni realtà dove amministrano, un fallimento”. “Con un comunicato firmato ‘movimento 5 stelle’, senza nomi, anonimo, pensano di chiudere la questione? Si rassegnino perchè dovranno ancora dare molte spiegazioni”, li incalza il dem Ernesto Carbone.
“La richiesta di dimissioni arriva tardi e male. Dove sono Di Maio e Di Battista? Perché non ci hanno messo la faccia come fanno quando c’è da sventolare il cappio contro gli altri partiti?” si chiede invece Gianfranco Librandi di Scelta Civica. “Da ‘parte lesa’ a ‘dimissioni’, leggere alla voce ‘caos’. La verità è che non riescono a fare una cosa semplice: dire la verità”, commenta anche Pina Picierno su twitter.

Una cosa è certa la gestione del caso Quarto ha reso evidente il profilo politico di personaggi di prima fila come Luigi Di Maio e Roberto Fico che hanno perso l’occasione per dimostrare la loro autonomia e per prendere una posizione chiara e netta in linea con i principi tanto decantati con i cartelli e con gli slogan ma non applicati al caso concreto. Da oggi in poi per il M5S gridare “onestà” sarà più complicato.

Intanto i carabinieri, su mandato della Procura di Napoli, stanno eseguendo un decreto di perquisizione nell’abitazione del sindaco di Quarto, che – secondo quanto si apprende – non è indagata e nel municipio per acquisire documentazioni. Le indagini si stanno concentrando sulle pressioni subìte dal sindaco a opera del consigliere comunale (dimissionario ed espulso dal Movimento 5 stelle) Giovanni De Robbio per la vicenda di presunti abusi edilizi nella casa in cui il primo cittadino abita con il marito.

Secondo il pm Henry John Woodcock nel decreto di perquisizione eseguito oggi Rosa Capuozzo, ”se da una parte non appare allo stato indagata assumendo peraltro la veste di persona offesa rispetto al reato di tentata estorsione ha tuttavia tenuto una condotta poco lineare e sicuramente da approfondire”. E le intercettazioni colgono anche il cedimento emotivo del sindaco. “Non ce la faccio più, io posso reggere qualsiasi cosa ma non finire in galera per colpa di qualcun altro, no. È inaccettabile”. La Capuozzo piange, è il 16 dicembre e il sindaco sta parlando con Alessandro Nicolais, capogruppo dei 5 Stelle.

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