Quarto, è incubo scioglimento: lascia il consigliere M5S indagato

M5S

A Quarto si fa sempre più concreta l’ipotesi dello scioglimento del Comune come già successo in passato. Sarebbe la terza volta. Parla anche l’assessore che si è dimesso

Inganni, urla, minacce. E poi provvedimenti calati dall’alto, assessori non convocati in riunioni, mancate comunicazioni sull’ordine del giorno, atti modificati a penna e portati in consiglio comunale all’ultimo minuto, ma anche confusione di ruoli, consiglieri che pensano principalmente a iniziative di facciata e atti cambiati all’insaputa di chi doveva firmarli. Insomma mancanza di democrazia e trasparenza, ma anche scarsa onestà intellettuale. Questo è l’ultimo capitolo (forse) che il movimento Cinquestelle di Quarto, comune campano conquistato dai grillini, offre agli osservatori.

Ma è bene fermarsi e fare un passo indietro per capire cosa succede a Quarto e come mai i vertici nazionali del M5S non facciano nulla. Non dicano nulla. Eppure erano presenti al momento della vittoria. Come non notare il festoso Luigi Di Maio che alza il braccio del sindaco M5S Rosa Capuozzo in segno di vittoria. O il sorridente Roberto Fico. Tra i due si staglia in secondo piano il consigliere che è indagato per estorsione aggravata e voto di scambio. Ed è lo sfondo di questa storia che vogliamo raccontare. Ma iniziamo con ordine. I fatti sono molti e Unità.tv li ha raccontati in questi mesi.

Era il 13 ottobre quando scrivemmo della parentopoli di Quarto: il sindaco grillino Rosa Capuozzo si faceva stampare i manifesti istituzionali dalla Tipografia Baiano, di proprietà del marito. Non passa una settimana e succede che il sindaco arriva a minacciare un consigliere d’opposizione. Ad inizio novembre il M5S di Quarto e soprattutto il sindaco continua a far parlare di sé: viene denunciata sempre insieme al marito per abuso edilizio. A quel punto a tenere gli occhi puntati su Quarto non è solo Unità.tv ma anche la stampa locale. Anche la politica si pone la questione: un’ interrogazione parlamentare viene presentata al ministero dell’Interno per fare luce sui fatti raccontati. Anche a dicembre succedono cose sgradevoli e un assessore, Raffella Iovine, si dimette perchè – spiega – manca “democrazia e trasparenza”.

Basta, verrebbe da pensare. Macché, per la vigilia di Natale riportiamo la notizia del consigliere M5S che minaccia il sindaco. Si tratta del consigliere comunale Giovanni De Robbio che il movimento ha deciso di espellere. Ora l’ultima novità è che De Robbio, indagato per estorsione aggravata e di voto di scambio, si dimette dal Consiglio comunale.

Nuovi particolari però emergono anche dall’intervista che Raffella Iovine ha rilasciato ad una tv locale in cui spiega le condizioni in cui avrebbe dovuto votare il Piano Urbanistico Comunale (Puc). L’assessore spiega (nel video che abbiamo pubblicato) le motivazioni delle dimissioni: la votazione sul Puc non era prevista, non aveva visionato l’atto e quando gli viene sottoposto ci trova delle correzioni a penna e solo dopo capisce che non si tratta del documento che avrebbe dovuto votare.

Quarto, è bene saperlo, è un Comune sciolto per ben due volte per infiltrazione camorristica, prima nel 1992 e poi nel 2013. Il Comune è stato oggetto di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sulle attività criminali del clan Polverino-Nuvoletta e del condizionamento dello stesso sulle scelte urbanistiche. Ora lo spettro di un terzo scioglimento si fa sempre più concreto.

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