Quanto inquinano le metropoli

Clima
epa05050446 A man wearing a mask walk on a bridge shrouded in smog in Beijing, China, 01 December 2015. Beijing issued an orange alert for heavy smog 30 November as air quality readings in Beijing for PM2.5 concentration - referring to particles smaller than 2.5 micrometres - went beyond the index of 500 micrograms per cubic meter which is considered a 'hazardous' level. Authorities in the Chinese capital warned of 'severe pollution' and advised the capital's 20 million inhabitants to stay indoors.  EPA/HOW HWEE YOUNG

Oggi a Parigi per COP 21 è la giornata dedicata alle amministrazioni locali: sindaci di tutto il mondo ospiti dell’evento organizzato dalla padrona di casa Anne Hidalgo e da Michael Bloomberg

Oggi alla COP 21 sul palcoscenico salgono le città. Venerdì 4 dicembre è la giornata del Climate Summit for Local Leaders, il meeting dedicato alle questioni urbane e all’influenza delle scelte amministrative locali nella lotta ai cambiamenti climatici. L’incontro si svolge all’Hôtel de Ville, il municipio in pieno centro, ed è promosso da Anne Hidalgo, sindaco di Parigi, e Michael Bloomberg, già sindaco di New York e nominato da Ban Ki-moon inviato speciale delle Nazioni Unite per le città e il cambiamento climatico. La diretta streaming è disponibile a questo link.

Ormai più della metà della popolazione del pianeta vive in aree urbane e in Europa, il continente più inurbato, questa percentuale supera il 70 per cento. Le città occupano solo il due per cento del territorio ma consumano quasi l’80 per cento delle risorse globali. Producono il 70 per cento dei rifiuti e oltre il 60 per cento delle emissioni di CO2. Ma le città sono anche formidabili motori di crescita economica e innovazione: il totale del Pil delle dieci città più grandi del mondo supera quello del Giappone. Quello delle prime 50 supera anche la Cina, secondo solo a quello degli Stati Uniti. New York da sola produce più ricchezza della Turchia e Tokyo ha un Pil superiore a quello del Canada.

Il ruolo delle città nella lotta ai cambiamenti climatici è centrale, e lo sarà sempre più. Oggi le metropoli con oltre un milione di abitanti sono circa 450, ma diventeranno mille entro il 2040. L’urbanizzazione cresce a dismisura principalmente nei paesi in via di sviluppo, dove entro il 2030 le aree urbane saranno il triplo di oggi. In vista della COP 21 183 paesi hanno presentato i propri programmi nazionali per la riduzione delle emissioni climalteranti. Gli esperti dicono che queste azioni fanno riferimento per poltre il 50 per cento a decisioni e provvedimenti da attuare al livello locale, nelle città e nei territori.

Anche in Italia le città sono attive da tempo nella battaglia del Clima. Il Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, fondato nel 1999, associa gli enti locali attivi nelle politiche per lo sviluppo sostenibile, la resilienza e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Agenda 21 Italy è presente con una delegazione anche a Parigi ed ha prodotto un documento sul ruolo delle autorità locali italiane che è stato consegnato al parlamento e al governo e diffuso alla stampa. Il documento comprende anche un decalogo di azioni politiche sul tema del clima.

Oggi all’Hôtel de Ville di Parigi le presenze autorevoli sono molte. Accanto al sindaco Anne Hidalgo e a Michael Bloomberg ci sono oltre mille altri sindaci e leader locali. Tra loro Ada Colau (Barcellona), Rahm Emanuel (Chicago, ex portavoce di Obama), Clover Moore (Sidney), Park Won-soon (Seoul e Presidente di ICLEI), Michael Müller (Berlino), Eric Garcetti (Los Angeles), Kadir Topbas (Istanbul), Eduardo Paes (Rio de Janeiro) e moltissimi altri. Ci sono anche Ban Ki-moon, Al Gore e Arnold Schwarzenegger, che da governatore della California fu tra i fondatori di R20, l’associazione mondiale delle regioni per il clima.

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