Quanto costa la Brexit alla Gran Bretagna? Ce lo dice il Financial Times

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La Brexit lascerà un buco nel bilancio dell’Ue, con conseguenze politiche importanti. Chi spiegherà agli inglesi che dovranno pagare?

Chi pensa che l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea sia stato un processo indolore, si sbaglia di grosso.

Un’analisi del “Financial Times“, pubblicata in prima pagina sul quotidiano, stima in almeno 20 miliardi di euro il costo a carico del Regno Unito per il divorzio dall’Unione Europea. Si tratta del primo tentativo di quantificare gli oneri britannici legati al bilancio europeo. Anche se un calcolo definitivo sia impossibile, perché molto dipenderà da fattori politici, la stima può essere considerata ragionevole lo dice l’esperto della London School of Economics, Iain Begg.

Il bilancio comunitario è uno dei principali ostacoli politici ad un accordo: dovranno essere sistemate passività comuni per oltre 300 miliardi di euro, eredità di decenni di obblighi finanziari congiunti, dalle pensioni ai contratti ai progetti infrastrutturali, e la Gran Bretagna dovrà far fronte alla sua parte.

La Germania, la Francia, l’Italia e altri contribuenti netti dovranno risolvere il problema di colmare il divario o tagliare programmi di cui beneficiano soprattutto i paesi membri dell’Europa centrale e orientale.

Il contributo al bilancio europeo è stato uno degli argomenti della campagna per il “Leave” ed è tra quelli dei sostenitori dell’uscita dal mercato unico: secondo le teorie dei cosiddetti Brexiter il Regno Unito risparmierebbe 350 milioni di sterline a settimana lasciando l’Unione.

Anche se questo fosse vero, come sottolinea Jean Arthus, presidente della commissione Bilancio del Parlamento europeo, la Gran Bretagna dovrà ora onorare gli impegni sottoscritti quando era un paese membro.

Da qui il conto del FT: aggregando passività e impegni di spesa si arriva a 337 miliardi di euro, il contributo netto britannico al bilancio europeo si aggira intorno al 12%. La quota britannica, quindi, sarebbe poco inferiore ai 40 miliardi, che potrebbero scendere a 20 applicando le deduzioni.

La Brexit lascerà quindi un buco nel bilancio dell’Ue, con conseguenze politiche potenzialmente rilevanti. Chi spiegherà agli inglesi che dovranno pagare?

Ai conti mancherebbero, anche, le cosiddette passività condivise (57,8 miliardi) e altre garanzie sui prestiti (21,4). L’elemento più significativo del conto del divorzio è una categoria nota come Ral: Reste a’ liquider, ovvero la rimanenza da liquidare.

Finora Londra, concentrata a mantenere bassi i versamenti annuali, ha largamente ignorato questi pagamenti. Alla fine del 2015 il Ral dell’Ue ammontava a 217,7 miliardi di euro.

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