Quanta disinformazione sui vaccini

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I pregiudizi e i timori vanno combattuti con la persuasione dei fatti concreti: nel 1900, su mille nati negli Stati Uniti, 100 morivano entro il primo anno di vita. Oggi una morte per malattia infettiva diventa notizia di cronaca

Per paradosso, viene da dire grazie al senatore Bartolomeo Pepe e alla sua sconsiderata iniziativa di proiettare in una sala del Senato “Vaxxed – from cover up to catastrophe”, il discutibile documentario di Andrew Wakefield, l’inglese radiato dall’albo dell’ordine dei medici per aver spacciato una ricerca-bufala che ipotizza una relazione tra i vaccini e l’autismo. Va ringraziato – si ripete: per paradosso – perché almeno si comincia a parlare di questa bufala che demonizza i vaccini, e conculca irresponsabilmente convinzioni che non hanno alcun fondamento.

Il risultato pratico è che lo spaccio di queste pseudo teorie improvvisate e respinte dall’interna comunità scientifica internazionale può seriamente provocare – e in parte già ha provocato – danni alla salute dei singoli non vaccinati, e a quanti sono a contatto con loro.

Bene ha fatto il presidente del Senato Piero Grasso ad adoperarsi perché la proiezione non avvenisse in un luogo istituzionale, che avrebbe, al di là delle intenzioni, accreditato di una qualche credibilità il documentario. Parato il colpo, eccone annunciati altri, non meno pericolosi in un paese come l’Italia che registra da qualche anno un inquietante calo della copertura delle vaccinazioni pediatriche. Vaxxed , infatti, a metà ottobre arriverà in alcune sale. I distributori del documentario fanno sapere che «viste le tante richieste arrivate dalla Rete stanno costruendo un tour che dal 17 ottobre toccherà dieci città italiane, per soddisfare le richieste del web».

Aggiungono, evidentemente nel tentativo di crearsi uno scudo protettivo, che hanno «deciso di accendere un faro su una tematica molto discussa. Senza schierarci con le posizioni del film, ci interessano proiezioni che possano creare dibattito e dialogo: per questo saranno presenti esperti, associazioni e medici per approfondimenti». Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato la sua «posizione di estrema contrarietà, così come c’è l’indignazione di tutta la comunità scientifica nazionale e internazionale intorno a ciò che è propagandato da questo documentario.

Quando l’antiscelta ha lo stesso diritto di tribuna della scienza, non è un tema di democrazia ma di disinformazione». Disinformazione, qui sta il punto. Non basta esprimere sconcerto e indignazione. Dal ministro si attende qualcosa di più. L’Istituto Superiore di Sanità fa sapere che in questi mesi si registra un calo di oltre il 5 per cento delle coperture vaccinali, e questo fatto ha portato il nostro Paese sotto la soglia di sicurezza. A essere maggiormente a rischio, le categorie più fragili: bambini e anziani. La Federazione nazionale degli ordini dei medici fa sapere che i medici che sconsigliano le vaccinazioni infrangono il codice deontologico, e rischiano sanzioni fino alla radiazione.

Il ministero, inoltre, e gliene diamo volentieri atto, ha recapitato ai medici un manifesto contro i falsi miti e le leggende metropolitane che circolano sui vaccini, e in particolare quelli per l’infanzia. Nulla da eccepire, sul contenuto, ma è stato inviato in A4, praticamente illeggibile. A cura dei singoli, di almeno quattro volte per poterlo rendere fruibile, con conseguente spesa. Da lei, insomma, pensiamo sia doveroso attendersi un intervento più deciso; magari, per cominciare, una radicale campagna pubblicitaria, affidata a persone che conoscono il loro mestiere, non quelli, per intenderci, responsabili della sciagurata campagna “Fertility Day”.

Una campagna per spiegare cose semplicissime, che sconfiggano timori e pregiudizi; basterebbe, al riguardo mostrare le immagini di bambini che non sono stati vaccinati e ora pagano le conseguenze di morbillo, rosolia, parotite. Una campagna fatta di spot, ma anche di opuscoli e materiale informativo da far trovare nei consultori, negli asili, nei luoghi insomma frequentati da giovani coppie. Spiegare, per esempio, l’importanza della prevenzione: significa proteggerci ed evitare possibili fonti di contagio; e che nel caso di certe malattie, piuttosto che curare dopo, è meglio anticipare, combatterle e sconfiggerle con le loro stesse armi. Questo è il principio del vaccino. Non bisogna avere timore di dire che i vaccini sono una delle più grandi scoperte dell’umanità, hanno salvato e salvano milioni di vite umane, ridato speranza a milioni di bambini, reso le ultime generazioni san e. Va detto con chiarezza che di morbillo, difterite, pertosse si può morire; che un’encefalite da morbillo o la meningite possono rovinare la vita; che la rosolia può causare danni gravi ad un feto.

I pregiudizi e i timori vanno combattuti con la persuasione dei fatti concreti: nel 1900, su mille nati negli Stati Uniti, 100 morivano entro il primo anno di vita. Oggi una morte per malattia infettiva diventa notizia di cronaca. Vaccinare i bambini protegge la società e il singolo dalle malattie. Si rafforza il sistema immunitario. Non c’è nessuna correlazione tra vaccino del morbillo e autismo. Ormai si è concordi nel pensare che l’autismo precede la nascita anche se si rivela dopo qualche tempo, spesso proprio verso l’anno e mezzo quando si deve fare il vaccino per il morbillo. L’ipotesi che i vaccini (in particolare il trivalente, morbillo-parotite-rosolia) siano causa di autismo ha cominciato a circolare nel 1998: un falso clamoroso. Ciò nonostante, questa falsa credenza continua a circolare.

Il vaccino del morbillo può dare al massimo febbre a distanza di una decina di giorni. La malattia, al contrario, può avere effetti molto gravi. L’Oms ci ricorda che i vaccini salvano ogni anno 3 milioni di vite nel mondo (e molte di più ne salverebbero se i vaccini fossero resi disponibili per tutte le popolazioni). E sempre dall’Oms arriva un rimprovero all’Italia: «Proprio gli italiani dovrebbero sapere meglio di altri quanto costa non vaccinare. Uno degli studi migliori sull’argomento riguarda l’epidemia italiana di morbillo del 2002-2003, che a fronte di circa 20mila casi ha portato a un costo enorme di 22 milioni di euro». Grazie ai vaccini l’ultimo caso di poliomielite autoctona in Italia risale al 1983. Il vaiolo è scomparso dalla faccia della Terra. Nel frattempo sono migliorati i vaccini (quelli “sintetici ”hanno sostituito i virus attenuati) e gli additivi impiegati. Richiedere i certificati di vaccinazione per l’ammissione alla scuola materna e poi a quella dell’obbligo, come hanno deciso di fare alcune regioni, non significa negare il diritto alla socializzazione e all’istruzione, ma stabilire una regola che protegge tutti i bambini. Ministro Lorenzin: non crede che la decisione di queste regioni vada sostenuta, e si debba operare perché siano estese anche in quelle regioni che finora non le hanno adottate?

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