Quando concorrenza fa rima con merito. Anche a scuola

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Firmata una Convenzione che pone le basi per lo studio in classe della concorrenza e dei diritti dei consumatori, per giovani sempre più consapevoli

Quante volte si è discusso che il problema dell’Italia è premiare il merito nelle scuole e promuovere i principi della sana competizione tra le aziende? Ora nasce un’iniziativa che prova ad andare in tal senso, coniugando i due obiettivi. L’Antitrust e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca hanno firmato una Convenzione che pone le basi per lo studio in classe della concorrenza e dei diritti dei consumatori. L’accordo tra l’Autorità Garante e il Dicastero è la diretta emanazione di un primo progetto pilota, partito nel 2015 e ancora in corso, che ha visto la Direzione Relazioni Esterne dell’Agcm, la Direzione per lo Studente del Miur (Dgsip) e la Commissione Europea, Direzione Just-Sanco, attivi in decine di Istituti e di Licei italiani per la promozione della direttiva comunitaria che amplia i poteri sanzionatori nei confronti di chi raggira i consumatori, con un’attenzione particolare al commercio elettronico.

Scopo della Convenzione è divulgare, presso gli studenti degli Istituti Scolastici secondari di secondo grado, la conoscenza delle norme attualmente vigenti in materia di tutela dei consumatori; il progetto parte dalla considerazione che la conoscenza dei diritti da parte dei giovani consumatori sia imprescindibile, come è fondamentale conoscere i meccanismi economici che sono alla base di una regolare concorrenza, nella società come tra le aziende. In questo senso, l’accordo Antitrust-Miur dispone un ulteriore ciclo di lezioni che si svolgeranno presso gli Istituti scolastici e ha come obiettivo sancito nero su bianco di rendere definitivamente “organico” l’inserimento nella didattica dello studio dei diritti europei e dei principi concorrenziali che emanano dal Trattato europeo. Insomma, un domani è possibile che insieme a italiano, storia e matematica si possa studiare anche una nuova materia legata alla normativa antitrust.

Il progetto si concretizzerà anche in uno Spot informativo, Conosci i tuoi diritti on line, presto in onda sulle reti radiotelevisive pubbliche, curato dall’Antitrust, dal Miur e dalla Commissione Europea, che rappresenta il primo caso in Europa di sensibilizzazione mirata sui rischi e sulle opportunità che offre la Rete in tutte le sue forme, dall’acquisto di beni e servizi alla prevenzione di truffe e pratiche scorrette.

Nella prima parte del progetto Scuola, per quanto riguarda appunto il commercio digitale (che vale ormai quasi 25 miliardi di euro l’anno in Italia), agli studenti sono stati forniti consigli utili per evitare problemi, quali: la verifica delle caratteristiche del sito su cui si fanno acquisti; la genuinità dei blog informativi; le modalità di pagamento (preferibilmente da effettuare al momento della spedizione della merce e non prima); l’esistenza o meno dei riferimenti del venditore on line e della possibilità concreta di esercitare i diritti di recesso e garanzia.

La campagna è stata incentrata anche su un decalogo messo a punto dall’Antitrust per informare e tutelare meglio tutti i consumatori, a partire da quelli più giovani, che utilizzano smartphones e devices mobili per navigare e comprare prodotti e servizi. Queste, in sintesi, le novità e i punti salienti della nuova normativa europea, fulcro degli incontri nelle scuole:  stop a spese e costi nascosti su internet; maggiore trasparenza dei prezzi; divieto delle caselle preselezionate sui siti web; più giorni (14) per cambiare idea su acquisti fatti anche on line; maggiori diritti di rimborso, estesi a 14 giorni dal momento del recesso; introduzione di un modulo di recesso standard per l’intera UE; eliminazione di sovrattasse per l’uso di carte di credito e di servizi di assistenza telefonica; informazioni più chiare su chi sopporta le spese di restituzione delle merci.

Le prime lezioni del progetto si sono tenute con successo presso alcune scuole di Roma, Napoli e Palermo, Bari, Firenze, Bologna, Torino, Milano, Vicenza, Trento, Genova, Cagliari, Reggio Calabria e Potenza. Chi scrive spesso ci è andato di persona in questi istituti ed è stata una grande esperienza formativa e non solo per gli studenti, perché lo scambio di vedute anche su argomenti apparentemente tecnici e lontani dai giovani è fondamentale.

Il Ministero dell’Istruzione ha spedito i materiali della campagna Consumer Rights (consultabili su www.agcm.it/stampa/progetto-scuola.html) a 5.000 Istituzioni Scolastiche Secondarie di II grado (di cui 2.590 statali e 2.410 Paritarie), raggiungendo circa 2 milioni e mezzo di ragazzi e ragazze. Lo Spot servirà a raggiungere una platea ancora più vasta di famiglie e di studenti. Ma il ruolo della scuola nella crescita dei cittadini europei resta fondamentale.

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