Quando Casaleggio disse vaffa a Grillo

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L’anticipazione della Stampa di un libro di due uomini che furono al centro del M5S

L’anticipazione è della Stampa, in un pezzo di Jacopo Iacoboni, che racconta alcune rivelazioni sui guai interni ai M5S: ma non – per capirci – fra una Raggi e una Lombardi, ma fra i dioscuri del Movimento, Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Col primo che manda letteramente affanculo il secondo. Quando si dice la nemesi: “vaffanculo”, come si sa, divenne la bandiera del nascente Movimento, l’emblema della sua affermazione politica, la parola d’ordine di una stagione.

Tutto questo è contenuto nel libro Supernova, di Nicola Biondo, ex capo della comunicazione del M5S, e Marco Canestrari, uomo molto vicino a Casaleggio e impegnatissimo nella Casaleggio Associati fra l’altro ad organizzare il mitico Vday (vaffanculo, appunto).

Ma ecco l’episodio-chiave. Al telefono, il guru grida al comico: “Vaffanculo! Non ti voglio più sentire”. Iacoboni annota che “pochi giorni dopo, muore, e Grillo piange, senza aver avuto la possibilità di un chiarimento con il suo amico”.

Non è uno scontro su questioni personali. E’ l’esito di un problema politico. I due scrivono di un Grillo estromesso dalle decisioni che contano, mentre Casaleggio “sceglie di guardare oltre il vecchio sodale, tutelando da una parte la sua azienda, dall’altra accontentando le richieste dei parlamentari che fanno un pressing asfissiante perché vogliono a tutti i costi un loro spazio che non sia all’ombra del blog di Grillo. E questo ovviamente al comico genovese non va giù”.

Quando il guru si ammala prendono il centro della scena quelli che Carla Ruocco definisce “i ragazzini cattivi”: sta parlando, senza citarli, di Di Maio, Di Battista, gli astri “romani” emergenti che per varie ragioni appaiono molto distanti dalla filosofia di Casaleggio. E’ evidente che il Direttorio si è emancipato dalla tutela dei due fondatori: è un problema.

Casaleggio muore, Grillo fa il bello e il cattivo tempo. Si arriva ai giorni nostri, con il figlio del guru, Davide, che non s’intende neanche lui con Grillo. C’è il problema del simbolo, e non solo.

E questa è solo la prima puntata del libro.

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