Quali saranno le competenze del nuovo Senato

Referendum
Un delle tre copie originali della costituzione italiana esposta all'iniziativa "Montecitorio a porte aperte". Roma 9 novembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Il nuovo Senato non voterà più la fiducia al governo, ma continuerà a partecipare all’elezione del Presidente della Repubblica ed eleggerà 2 membri della Corte costituzionale

Le competenze del Senato, nel caso in cui la riforma costituzionale entrasse in vigore, è forse la parte più delicata e difficile da spiegare di questa Riforma. La modifica della Camera “alta” comporta una grossa modifica dell’art. 70 che regola la funzione legislativa. Nella Costituzione attuale l’articolo era composto da una sola riga e recitava: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere“.

L’art. 70 modificato è certamente più corposo e complicato, ma questo non significa che sia meno efficace. Cerchiamo dunque di far capire quali saranno le competenze del Senato.

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma“.

Nella prima parte dell’articolo (citata sopra) si esplicitano le materie in cui la funzione legislativa viene esercitata collettivamente dai due rami del Parlamento, rimanendo invariato rispetto ad oggi. Le materie in cui la funzione legislativa sarà esercitata collettivamente, oltre che per le leggi di revisione della Costituzione o leggi costituzionali, riguardano materie concernenti politiche locali, forme di consultazione popolare, politiche europee e casi di ineleggibilità e di incompatibilità. Il resto delle leggi saranno approvate esclusivamente dalla Camera dei Deputati, eliminando così i passaggi tra le due Camere che rallentano il processo legislativo e mettendo un freno anche alla decretazione d’urgenza.

Nella seconda part l’art. 70 prevede che il Senato possa esprimere pareri sulle leggi approvate alla Camera: “Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati”.

L’art. 82 riformato prevede inoltre che il Senato possa disporre inchieste su materie di pubblico interesse concernenti le autonomie territoriali.

I 100 senatori facenti parte del nuovo Senato saranno insieme ai 630 deputati il corpo elettorale per eleggere il Presidente della Repubblica.

I cinque membri di elezione parlamentare della Corte costituzionale non saranno più scelti in seduta comune dalle due camere, ma suddivisi tra quelli eletti a Montecitorio (tre) e quelli eletti a palazzo Madama (due).


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