Putin chiama Trump: “Normalizziamo i rapporti, vediamoci”

Usa2016
epa02267065 Russian Prime Minister Vladimir Putin talks on his mobile phone while visiting the Nizhny Novgorod region, Russia, 30 July 2010. According to the Russian Emergency Situations Ministry, more than 1,000 houses burnt down and over 2,000 people were left homeless by wildfires caused by a heatwave in the Volga and Central Federal districts.  EPA/ALEXEY DRUZHINYN RIA NOVOSTI / NO SALES NO ARCHIVES NOT FOR USE AFTER 30 AUGUST 2010

Il possibile asse Trump-Putin non può che preoccupare l’Europa. E a rassicurare gli alleati europei ci dovrà pensare Barack Obama

Alla fine Vladimir Putin e Donald Trump si sono sentiti. Una telefonata, quella del leader del Cremlino, dai toni molto cordiali, per congratularsi con il trionfo inatteso del tycoon. Col presidente russo e quello appena eletto negli Stati Uniti che hanno espresso la necessità comune di un incontro a breve: perchè ora la priorità deve essere quella di “normalizzare” i rapporti tra Washington e Mosca. Rapporti che al momento sono “assolutamente insoddisfacenti”.

In effetti le relazioni tra Usa e Russia sono di fatto ridotte ai minimi termini dopo otto anni di Barack Obama alla Casa Bianca, dove anche l’incompatibilità caratteriale tra il presidente americano uscente e Putin ha riportato l’orologio dei rapporti tra i due Paesi parecchio indietro, quasi all’epoca della guerra fredda. Almeno nei toni.

Molte le situazioni che hanno provocato il gelo tra Putin e Obama: dalla crisi ucraina a quella siriana, passando per l’affare Snowden (a cui Mosca da ospitalità) e per le accuse di interferenze da parte di Mosca nelle elezioni presidenziali americane. Interferenze che per i democratrici Usa e per molti 007 sono state messe in campo per favorire proprio Trump e svantaggiare Hillary Clinton, candidata vista a Mosca come troppo ‘ostile’ e troppo in continuità con la presidenza Obama.

Ora tutto è pronto per un cambiamento radicale. “Il presidente russo si è detto pronto a costruire un dialogo fra partner con la nuova amministrazione sui principi di uguaglianza, rispetto reciproco e non interferenza nei rispettivi affari interni”, afferma il Cremlino. Mentre dalla Trump Tower di New York lo staff del neopresidente Usa parla della necessità di riallacciare “una relazione forte e duratura con Mosca”.

Sarà il tempo a dire se alle parole seguiranno i fatti. Fatto sta che il possibile asse Trump-Putin non può che preoccupare l’Europa. E a rassicurare gli alleati europei ci dovrà pensare Barack Obama, in viaggio nel Vecchio Continente.

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