Hollande a Putin: “Non c’è posto per Assad nel futuro della Siria”

Terrorismo
epa05042946 Russian President Vladimir Putin (R) shakes hands with French President Francois Hollande (L), during their meeting in Moscow Kremlin, Russia, 26 November 2015. Francois Holland arrived in Moscow to discuss coordination in their common struggle against so called Islamic State terrorist formation in Syria.  EPA/SERGEI CHIRIKOV / POOL

Il presidente russo: disponibili a cooperare in Siria con la coalizione internazionale a guida Usa

Un nemico comune, lo stato islamico, e una finalità comune, quella di creare una grande coalizione per colpire il califfato. Ma anche un grande attrito su di un punto fondamentale: il destino di Assad.

Nella conferenza stampa seguita al faccia a faccia tra i due leader, Hollande prima ringrazia Putin e la Russia per la vicinanza e la solidarietà mostrata in seguito agli attentati di Parigi, poi avverte il possibile alleato sul futuro della Siria. “Per la Francia è chiaro che Bashar al-Assad non ha alcun posto nel futuro del paese“, dice.  Una dichiarazione che trova rapida risposta nelle parole del leader russo che ha invece ribadito la necessità di lasciare nelle mani del popolo siriano il futuro di Assad.

La diversità di vedute su di un nodo cruciale come il destino del presidente siriano, non ha impedito all’incontro di stasera di portare in porto un’intesa importante su alcuni punti cruciali: un’aumento di scambi di informazioni e dati tra i due paesi e un miglior coordinamento negli attacchi contro la filiera che alimenta il trasporto di petrolio, principale fonte finanziamento dei terroristi dell’Isis.

Alla maggior collaborazione con la Francia, Putin aggiunge anche la disponibilità a cooperare in Siria con la coalizione internazionale a guida Usa. Un’apertura fondamentale che, se da una parte accellera la formazione della coalizione, dall’altra aumenta l’ambiguità sul ruolo della Russia e degli Stati uniti nel complesso scacchiere siriano.

Quello con Putin è stato solo l’ultimo appuntamento dell’intensa campagna diplomatica intrapresa dal presidente francese per formare una vasta coalizione contro i jihadisti dello stato islamico dopo gli attentati a Parigi. Dopo l’incontro in mattinata con Matteo Renzi, Hollande era volato a Mosca per provare ad allargare il più possibile la coalizione anti-Daesh (la stessa intenzione ribadita nel pomeriggio dal ministro italiano Gentiloni), nonostante lo stallo tra Russia e Turchia causato dall’abbattimento dell’aereo militare russo.

“Ho visto Cameron, ho incontrato Matteo Renzi e Angela Merkel – ha detto Hollande nel corso di un breve punto stampa prima del bilaterale con il leader del Cremlino –, tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità nella lotta al terrorismo”.

 

 

 

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