Bruxelles punta il dito contro Google e mette Android sotto accusa

Tecnologia
A handout photo provided by Google on 18 August 2015 shows a statue of 'Android Marshmallow', at Google headquarters in Mountain View, California, USA, 17 August 2015.     ANSA /GOOGLE / HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY

La Commissione ha formalizzato le accuse contro il colosso del web, accusandolo di “abuso di posizione dominante”. La replica di Google non tarda ad arrivare

Nuovo attacco dell’antitrust europeo contro Google: la Commissione ha formalizzato le accuse contro il colosso del web, accusandolo di “abuso di posizione dominante” per “le restrizioni imposte” ai produttori di smartphone e tablet Android e agli operatori di telefonia mobile, a cui impone di pre-installare sue app come Google search. Secondo Bruxelles Google ha “attuato una strategia sugli apparecchi mobili per conservare e rafforzare il suo dominio nel campo delle ricerca internet”, violando le regole Ue.

La Commissione ha inviato a Google uno Statement of objections, cioè il primo passo formale della procedura che può portare fino alle sanzioni se l’azienda non attuerà i rimedi concordati con la Ue. Bruxelles rileva che Google ha una posizione dominante nel campo dei servizi di ricerca su web, in quello dei sistemi operativi per smarphone e nell’app store per i device che usano Android.

L’indagine Ue ha permesso di scoprire che l’azienda obbliga i produttori di smartphone ad installare Google Search e renderlo il motore di ricerca pre-definito, oltre a Google Chrome. In questo modo si è assicurato che le due app occupino la maggior parte degli apparecchi, visto che l’80% dei devices venduti in Europa e nel mondo usa Android.

La pratica, secondo Bruxelles, “chiude la strada ai produttori rivali di app di accedere al mercato”, e “danneggia i consumatori riducendo la concorrenza e restringendo l’innovazione”. “Riteniamo che il comportamento di Google neghi ai consumatori una scelta ampia su app e servizi e impedisce l’innovazione degli altri competitor, violando le regole Ue”, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

Non tarda ad arrivare la replica del colosso del web: “Android è un bene per la concorrenza ed è un bene per i consumatori. Ha contribuito allo sviluppo di un ecosistema rilevante e, ancora più importante, sostenibile, basato su un software open source e sull’innovazione aperta. Saremo felici di lavorare con la Commissione Europea per dimostrare che Android è un bene per la concorrenza ed è un bene per i consumatori”.

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