Al Senato parte la maratona sul ddl Boschi. Grasso: sì a 19 voti segreti sul primo articolo

Riforme
Il tabellone del Senato certifica l'approvazione del ddl anticorruzione con 165 voti favorevoli, 74 contrari e 13 astenuti, Roma, 1 aprile 2015. Ora il testo dovrà passare all'esame della Camera.  ANSA / GIUSEPPE LAMI

Occhi puntati sulle decisioni del presidente Grasso e sull’ostruzionismo delle opposizioni

Pietro Grasso ha annunciato che sull’art.1 del ddl Boschi ci saranno 19 votazioni a scrutinio segreto. E’ il primo atto della maratona del Senato che si concluderà il 13 ottobre.

Il presidente del Senato ha tagliato molti degli emendamenti presentati annunciano annunciando nella seduta odierna  di considerare ammissibili al voto solo quelli che modificano o sopprimono il comma 5 dell’articolo, l’unica parte che è stata modificata dalla Camera in seconda lettura. Ammessi anche quelli che propongono di sopprimere l’intero articolo.

L’articolo 1 riguarda le funzioni del Senato ed è uno dei capisaldi della riforma costituzionale. Nel passaggio alla Camera, l’articolo è stato modificato in senso “restrittivo”, ovvero erano state tolte delle funzioni al Senato. Nella lettura attuale al Senato, maggioranza e minoranza del Pd hanno raggiunto un’intesa, che prevede di ripristinare alcune funzioni al futuro Senato, come ad esempio quella di raccordo tra Stato ed enti territoriali.

Da oggii si verificherà se l’accordo interno alla maggioranza riuscirà a reggere, nonostante alcune fibrillazioni che rimangono dentro il Pd, in particolare sulle norme transitorie.

Il problema però riguarda soprattutto l’articolo 2, sulla parte relativa all’elezione del Senato, con l’emendamento condiviso dalla maggioranza (e, soprattutto, dai dissidenti del Pd) che dovrebbe andare a modificare solo il comma 5. Ma se Grasso dovesse riaprire l’esame di tutto l’articolo, l’ostruzionismo delle opposizioni potrebbe complicare le cose.

L’attenzione è concentrata quindi sui banchi di M5S, Sel e Lega, dai quali si prevede in arrivo una battaglia senza sconti, che renderà a suo modo spettacolare le sedute di questi giorni. In particolare, Roberto Calderoli non ha ancora deciso se ritirerà gran parte dei 385mila emendamenti residui, molti dei quali saranno comunque probabilmente cassati dalla presidenza, in quanto inammissibili o grazie al cosiddetto ‘canguro’, che esclude dall’esame le proposte di modifica già rese superate dall’approvazione di emendamenti precedenti.

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