Processo alla Lega per truffa: un incubo per i barbari sognanti

Lega
1443333517-slvo

Camera e Senato saranno parte civile nel processo sulla truffa rimborsi elettorali contro Belsito, Bossi e tre ex revisori leghisti

Camera e Senato presentano il conto alla Lega Nord. Infatti i due rami del Parlamento saranno parte civile nel processo contro l’ex tesoriere Francesco Belsito (quello che tutti ricordiamo per la vicenda dei diamanti), il fondatore della Lega Umberto Bossi e tre ex revisori del partito lombardo accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato. Una ipotizzata truffa sui rimborsi elettorali da 59 milioni di euro. 

Ma la questione non può essere scaricata solo al “padre nobile” Bossi e compagnia dell’epoca secessionista. Sia Maroni che Salvini potrebbero essere pienamente investiti dallo scandalo. La vicenda, infatti inizia con la segreteria di Umberto Bossi e continua con quelle successive, appunto di Roberto Maroni e Matteo Salvini.

Ma la coppia non ci sta. “Non esiste questa cosa. Io ho guidato la Lega per 18 mesi e ho fatto certificare e verificare ogni spesa da un’agenzia esterna”, ha detto il presidente della Regione Lombardia. “Quindi non ho alcun timore, i conti sono in ordine”, ha tagliato corto a margine della seduta del Consiglio regionale.

Salvini la prende peggio: “Chi mette in dubbio la mia onestà, la mia trasparenza e la mia correttezza ne risponderà ai cittadini e in tribunale”. Oggi poi ha aggiunto: “Io sono tranquillo e onesto: la Lega è cambiata, è pulita e trasparente” e “sul passato io non dò giudizi”.

Il segretario del Carroccio dovrebbe però ricordare che a dare giudizi sul passato non sarà Salvini,  ma il tribunale: se le accuse e le responsabilità fossero confermate non basterebbero né felpe né scope per la coppia Maroni-Salvini. La fine del populismo moralista della Lega subirebbe un colpo aggiungendosi alle difficoltà di questa fase. E ai barbari sognanti rimarrebbe solo un amaro risveglio.

 

Vedi anche

Altri articoli