Privatizzare Ferrovie dello stato, i dubbi della Uil

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In vista della privatizzazione di Ferrovie dello stato, la Uil organizza una tavola rotonda ed espone le proprie criticità. Uiltrasporti avverte: nel giro di 10 anni si rileverà un’operazione in perdita

Archiviata la privatizzazione di Poste italiane, il cui esito ha portato nelle casse dello stato 3,4 miliardi di euro, il governo sta già pensando ad Enav e Ferrovie dello Stato. Nel disegno complessivo di Palazzo Chigi, le prossime privatizzazioni serviranno a ridurre il debito pubblico, come promesso anche all’Ue, e renderanno più efficienti le aziende coinvolte, aumentandone la produttività.

Tuttavia, “privatizzando le Ferrovie dello stato – denuncia il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo a Unità.tv – non si tiene conto dei costi sociali connessi”. “Ho qualche dubbio che tramite questa operazione si possa raggiungere il collegamento con la popolazione più debole” sottolinea il sindacalista a margine del convegno di Uiltrasporti che si è tenuto stamane a Roma.

Nell’incontro dal titolo ‘Privatizzazione del Gruppo FSI: dove va la ferrovia?’, organizzato dal sindacato di categoria dei trasporti, si è discusso sull’utilità di privatizzare o meno le Ferrovie dello stato; una tavola rotonda in cui l’organizzazione sindacale ha espresso la propria contrarietà a un eventuale spacchettamento del gruppo, invitando Ferrovie e governo a un ripensamento.

“Quando le privatizzazioni si fanno per fare cassa – evidenzia Barbagallo – vuol dire che non sono tarate per sviluppare il trasporto ferroviario di questo paese“. “Piuttosto – aggiunge – bisogna eliminare gli sprechi, le ruberie e non far pagare il trasporto pubblico locale a prezzo di mercato”

Quanto alla maggiore competitività che si potrebbe raggiungere con la privatizzazione, il leader della Uil spiega che “nel gruppo è stata già fatta un aziendalizzazione, tant’è che si è recuperata efficienza, competitività, ed economicità”.

Le criticità di Barbagallo vengono poi ribadite anche dal segretario generale di Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi: “Riteniamo che nel giro di 10 anni la privatizzazione delle Ferrovie si rilevi un’operazione in perdita per lo stato, soprattutto perché gli utili non verranno più reinvestiti nella rete per ammodernarla, nell’interresse del Paese. Se cedessimo il 40% dell’azienda – aggiunge Tarlazzi -, gli utili generati verrebbero infatti redistribuiti agli azionisti”.

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